Camilla muore a 21 anni dopo una vita passata a lottare contro il cancro
PRATO. Ha lottato contro il cancro fin da quando era piccola e alla fine ha perso la sua battaglia Camilla Fontana, che aveva 21 anni e abitava a Galciana. Il padre la ricorderà oggi leggendo una preghiera prima della tumulazione nel cimitero di Galciana, come voleva la figlia.
Tanti i ricordi che in queste ore hanno lasciato i suoi amici e conoscenti, che sapevano quanto gravi fossero le sue condizioni di salute ma sono rimasti ugualmente sconvolti dalla perdita.
"Camillina, questa volta te ne sei andata davvero... - scrive Silvia Loru, un'infermiera dell'ospedale pediatrico Meyer dove Camilla andava spesso a curarsi - Quanto hai combattuto. Sei stata un esempio di forza, tenacia, coraggio e amore per la vita. Hai dato forza a moltissimi piccoli guerrieri che hanno combattuto come te la loro battaglia... Quanti ne hai dovuti salutare ma non ti ho vista mai disperata. 17 anni di lotta ma sempre con il sorriso e la creatività che ti contraddistingueva. Sarai sempre nel mio cuore, ti voglio bene. Adesso sei libera, vola!".
"Niente cancellerà dalla mia testa le nostre risate, noi, e tutto quello che abbiamo passato insieme - la ricorda Diletta Bilenchi, ex compagna di scuola al Liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo - Ci siamo scontrate in corridoio, quando eravamo ancora adolescenti alle prime armi, e all'inizio credevo anche di starti sulle scatole, pensa te. La mia piccola leonessa, con un coraggio enorme che mi ha amato senza riserve, mi ha sgridato quando ne avevo bisogno, mi ha asciugato le lacrime il giorno in cui sono andata da lei con il cuore spezzato dalle circostanze, dai periodi, dalle persone. La ragazza che mi ha lanciato una coperta, mi ha fatto stendere accanto a lei sul letto e mi ha raccontato la storia della nostra amicizia, per convincermi che potevo farcela, e che mai nella vita sarei stata sola. Non ce l'ho con te perchè te ne sei andata, sei stata e sei una delle parti migliori di me, come fai ad avercela con una parte del tuo cuore? Hai smesso di soffrire. Fino all'ultimo hai disegnato. Fino all'ultimo hai cercato la mia mano quando ti piombavo in casa senza avvertirti, ma a te faceva piacere, e mi chiedevi sempre di portarti anche Mia. Adoravi lanciarle la pallina e fartela riportare, mannaggia a lei, l'avesse riportata a me una volta".
"Non c'è mai stata una volta che ti ho sentito dire "Non mi riesce" e se ci azzardavamo o io o Letizia erano botte, perchè nessuno si deve arrendere di fronte alla vita, me lo hai insegnato tu. Quante avventure abbiamo vissuto insieme? Lo striscione che mi avete appeso fuori dalla scuola per i 18 anni e la stessa sera che hai lasciato la carrozzina in casa per venire sulle tue gambe alla mia festa, per abbracciarci strette dondolando sentendo la musica, il lenzuolo sul quale abbiamo dipinto di tutto e di più che ti abbiamo fatto per i 16 anni, il cavallo di peluche enorme che mi avete regalato, la nostra cena all'old in tre, le merende alle 7 la sera con latte e biscotti, i pomeriggi a casa tua, quelli a casa mia a bruciare ogni cosa che toccava il fornello, le nostre giornate insieme, tu che mi aiutavi con inglese, la nostra videochiamata a tre per i miei 22 anni in quarantena, per farci compagnia, o semplicemente a caso. Non piangerò perche tutto ciò è finito, ma sorriderò, perchè è successo, perchè ho avuto il privilegio di conoscerti, volerti bene e passare del tempo con te. Mi sembra così poco, ma è stato comunque un onore immenso".
"Vola piccina nostra, io e Letizia non ti scorderemo mai, ma tu non scordarti di noi, perchè sei stata una grande donna, una grande amica, e un grande conforto per noi, altro che noi per te, hai dato filo da torcere a questa maledetta malattia, ma lei non ha vinto. Ti avrà portato anche lontana da noi, ma finchè ci sarà il tuo ricordo, lei non avrà vinto, avremo vinto noi".