“Il piano di Conte è senz’anima”, Renzi presenta il “suo” Recovery. E minaccia ancora: “Accordo su questo o via i miei ministri”
“No alla prescrizione, sì alla cultura”. Perché le due cose siano alternative non è dato sapere, ma Matteo Renzi ripete quella frase due, tre, quattro volte. Il leader di Italia viva ne fa praticamente lo slogan del suo Recovery plan alternativo. Sì, perché Renzi non si accontenta di qualche emendamento ma ha presentato direttamente un piano suo. “Se c’è accordo su questo bene, si va avanti. Se non c’è l’accordo è evidente che faranno senza di noi e le ministre si dimetteranno. Non siamo alla ricerca di poltrone ma di idee”, è l’ultima, ennesima minaccia al governo dell’ex presidente del consiglio al suo successore. Un modo per alzare ancora una volta la posta ma non un ultimatum definitivo. Il leader d’Italia viva si è limitato ad attaccare il Recovery plan, il Movimento 5 stelle, e anche una serie di provvedimenti adottati dal governo nei mesi precedenti – come il reddito di cittadinanza o la riforma della prescrizione – che però con la gestione dei fondi europei non c’entrano nulla. O se c’entrano, come nel caso della riforma della giustizia, è solo perché è l’Europa ad averlo chiesto. Ma andiamo con ordine.
Il capo di Italia viva aveva radutato i giornalisti al Senato per parlare di Recovery ma era chiaro che si sarebbe trattato dell’ennesimo tentativo di ricatto del governo. Renzi ha presentato ai cronisti una sorta di Recovery di Italia viva, solo parzialmente alternativo a quello dell’esecutivo. Lo hanno chiamato, con scarsa fantasia, Ciao, come la mascotte dei mondiali di anni ’90. “Il progetto Ciao tiene insieme Cultura, Infrastrutture, Ambiente, Opportunità. Il filo rosso è la parola lavoro. Pensiamo si possano creare migliaia di posti di lavoro”, dice Renzi, dopo aver abbondantemente attaccato il lavoro di Conte. “Pensiamo che il piano predisposto dal presidente del Consiglio manchi di ambizione, sia senz’anima, si vede che non c’è un’unica mano che scrive. E’ un collage talvolta raffazzonato di pezzi di diversi ministeri. Si vede la mano burocratica di chi mette insieme i pezzi”. Di che pezzi parla l’ex capo del Pd? “No al manettarismo e al “giustizialismo cinquestellista”, su cui si basa il Recovery plan predisposto dal governo, ripete continuamente.
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