Il mondo del basket piange il coach Davide Giannotti trovato morto in casa
REGGIO EMILIA. È stato trovato senza vita nella sua abitazione, il giorno di Santo Stefano. È la tragica scoperta fatta da alcuni amici di Davide Giannotti, 55 anni, volto molto conosciuto nel panorama del basket amatoriale a Reggio Emilia: dopo alcuni giorni in cui il coach non rispondeva al telefono, con l’ultimo post sul proprio profilo Facebook che risale alla mattina della vigilia di Natale, nel pomeriggio di sabato alcuni amici si sono recati a casa sua, nel quartiere della Rosta Nuova, per vedere che non ci fossero problemi e per trascorrere qualche ora insieme, scambiandosi gli auguri di Natale e parlare un po’ di basket, una delle grandi passioni di Davide Giannotti.
Una volta arrivati, non ricevendo alcuna risposta, la preoccupazione è iniziata a salire. Sono riusciti a entrare nell’appartamento grazie a un vicino di casa che aveva le chiavi e, una volta dentro, è stata fatta la tragica scoperta, quando ormai non c’era più nulla da fare. I soccorritori, subito allertati, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso per cause naturali. Una morte prematura, quella di Giannotti, che lascia un profondo dolore in tutte le persone che lo conoscevano e che sono rimaste incredule una volta appresa la notizia con il tam tam di messaggi che si è scatenato. Davide aveva deciso di trascorrere il Natale a Reggio, nella casa dei suoi genitori scomparsi alcuni anni fa e non nella sua amata Sirmione, sul Lago di Garda, dove aveva un’altra casa. Con le attuali normative per contrastare l’emergenza Covid-19, infatti, al lago sarebbe stato molto limitato nei movimenti e non avrebbe nemmeno potuto vedere qualche amico con cui scambiarsi gli auguri di Natale.
Quattro erano le grandi passioni di Davide: i motori, tanto da avere due auto Honda Integra di colore diverso che custodiva gelosamente, la musica italiana (spesso si dilettava in cover di cantautori come Umberto Tozzi, Antonello Venditti e Lucio Dalla), la pallacanestro – con la sua squadra, il Real Reggio, di cui era allenatore e uomo di riferimento e che da oltre trent’anni disputa il campionato Csi – e il lago di Garda, con Sirmione che era il suo porto sicuro, il luogo in cui raccontava che fin da ragazzo si recava ogni volta che poteva e dove, crescendo, aveva preso casa.
Nel panorama del basket amatoriale reggiano Giannotti era un personaggio molto conosciuto: la sua squadra calca i parquet delle palestre della nostra città da oltre trent’anni e sono tantissimi i giocatori che sono stati allenati da lui e con il quale erano sempre rimasti in contatto. Così come anche tanti arbitri del Csi con i quali nel corso degli anni aveva costruito un rapporto di affetto e stima reciproca.