Oggi è attesa la neve e si teme il ghiaccio
REGGIO EMILIA. Dopo la mortale tempesta di ghiaccio natalizia – costata la vita a un ragazzo di 23 anni di Castelnovo Sotto – il sole è ritornato a splendere, ma con il termometro abbondantemente sotto zero all’alba di domenica 27 dicembre. E oggi ci aspetta la neve, schietta sui rilievi e mista a pioggia, e forse a gelicidio, in pianura. Una nuova perturbazione, infatti, sta avanzando da Occidente. I servizi meteorologici prevedono nevicate sugli interi territori di Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Piacenza e Parma.
La nostra provincia, invece, dovrebbe essere imbiancata soltanto in collina e montagna e già da oggi pomeriggio i fiocchi si ritireranno sull’alto Appennino, mentre alle quote inferiori continuerà a piovere sempre più debolmente, fino a cessare durante la giornata di lunedì 28 dicembre.Peraltro, dopo due giorni di tregua sarà probabile, venerdì, il ritorno della neve anche in pianura. Questo inverno, insomma, si conferma non particolarmente freddo, ma prodigo di precipitazioni d’ogni genere. Quella del giorno di Natale assomigliava più a un temporale estivo che a una bufera invernale.
Luca Lombroso, il meteorologo responsabile dell’Osservatorio geofisico di Unimore, la definisce «una grandinata natalizia senza precedenti» accompagnata da tante scariche elettriche. «È stata insolita – spiega – la prolungata serie di tuoni e fulmini. In passato poteva capitare che ci fossero un lampo e un tuono, ma non un temporale come quello di venerdì. Nel territorio modenese si sono scaricate migliaia di fulmini: è un fenomeno estivo».
Ciò dipende, a suo avviso, dal cambiamento climatico, che ci riserva spesso «eventi a sorpresa». In questo caso si sarebbe verificato uno scontro fra masse d’aria molto diverse: «Prima – riferisce Lombroso – c’era troppo caldo. In inverno non è il freddo l’aspetto anomalo. Il forte contrasto tra l’aria calda e l’aria fredda ha determinato fenomeni di tipo convettivo. Sono fenomeni in cui si registra uno sviluppo verticale dal basso verso l’alto. Prima c’era l’aria calda, poi è entrata l’aria fredda».
Peraltro i pezzetti di ghiaccio che hanno tappezzato la pianura tra Parma, Reggio e Modena non erano perfettamente identici ai chicchi della grandine estiva e assomigliavano poco alla neve o al classico gelicidio. Oltre alla grandine l’Osservatorio di Unimore ha registrato «un po’ di graupel, una forma intermedia tra neve e grandine composta da fiocchi più soffici della grandine, zigrinati e irregolari».Il graupel, che tra Parma e Reggio appariva più copioso o prevalente, è il fenomeno atmosferico così denominato in tedesco, che in italiano si può tradurre come “neve tonda” o “neve granulosa friabile” o “grandine molle”.
Ha un corrispondente nella voce dialettale “neve tonna”, che in Abruzzo designa questo tipo di precipitazione non raro in quella regione. In ogni caso s’è dimostrato, purtroppo, ancora più micidiale del gelicidio, che secondo Lombroso potrebbe manifestarsi proprio nella giornata odierna a causa dell’aria molto fredda, persistente negli strati bassi dell’atmosfera e capace di trasformare la pioggia in ghiaccio.