Dalla grande paura alla solidarietà, coppia di Cascina raccoglie fondi per l’associazione Aismel
CASCINA. Un regalo di Natale per ringraziare e sostenere chi gli è stato vicino nei momenti più difficili. Marina Baselice e il compagno Christian Franceschini hanno devoluto all’Aismel (Associazione italiana studio malformazioni esterne e labiopalatoschisi) una parte dei 1.000 euro arrivati con la raccolta fondi organizzata dopo la nascita di Leonardo. Il bambino nato il 13 maggio scorso è già protagonista di un bella storia di generosità e altruismo, grazie alla solidarietà dei genitori. Marina e Christian, lei pisana e lui lucchese, ma residenti a Cascina, hanno affrontato mesi travagliati quando hanno scoperto che il piccolo Leonardo sarebbe nato con una schisi del labbro superiore.
La malformazione delle labbra e del palato conosciuta più comunemente come “labbro leporino”. Con un coraggio da leoni hanno affrontato la crescita del figlio, supportati dal centro di centro di cura per la labiopalatoschisi dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, fino ad arrivare all’operazione del 25 agosto. «Per noi è andato tutto bene – racconta Marina –. Ma questa esperienza ci ha fatto vedere da vicino i sacrifici e l’impegno che devono affrontare molti genitori per stare vicino ai propri figli. Da qui la decisione di aprire una raccolta fondi, per restituire un po’ dell’amore e dell'attenzione che ci sono stati dati». Una promessa che si è realizzata ieri sera, con la consegna dell’assegno a Moreno Crescenzi, tesoriere dell’Aismel, associazione nazionale nata a Pisa e in stretto contatto con il centro di cura per la labiopalatoschisi dell’ospedale Santa Chiara. «Grazie al ricavato abbiamo acquistato un tiralatte che metteremo a disposizione delle famiglie – spiega Crescenzi –. La nostra associazione è nata il 10 luglio 2007 e oggi è composta da sette soci, oltre a me: il presidente Giovanni D’Amico, Serena Cantelli, Giacomo Persia, Elisabetta De Vincenzi, Nicola Finocchiaro e Sibela Salkic. Tutti genitori che hanno dovuto affrontare i disagi fisici e psicologici che comporta la labiopalatoschisi, e che cerca di aiutare le persone che si trovano per la prima volta di fronte a questa malformazione».
Sotto l’albero un regalo prezioso per aiutare i futuri genitori e i bambini con schisi alle labbra o al palato. Con il resto del ricavato verranno acquistati fasciatoi, letti per bambini e altri oggetti che saranno indicati dal reparto specializzato del Santa Chiara.