Mantova, lo studentato universitario è concluso: aprirà soltanto nel 2021
MANTOVA. Slitta a gennaio l’inaugurazione dello studentato(o U-Residence, come preferiscono chiamarlo alla fondazione universitaria) di via Solferino. I lavori di riqualificazione della palazzina costruita negli anni del fascismo (era la sede della Gil, la Gioventù italiana del littorio) e in anni più recenti, sede della succursale di una scuola superiore, sono in realtà già finiti da diverso tempo.
Tanto che la Fondazione UniverMantova contava di poterlo inaugurare il 29 settembre, vale a dire in tempo utile per l’inizio del nuovo anno accademico. Come mai l’apertura è saltata? A spiegarlo è il presidente della Fondazione, Paolo Gianolio.
«Manca la certificazione di agibilità che deve essere rilasciata dall’Ats – spiega – La valutazione è in corso, ma visto le dimensioni della struttura e soprattutto la sua funzione, occorrerà tempo. Abbiamo deciso di fissare l’apertura ad inizio dell’anno solare, anche per capire come evolverà l’emergenza Covid. Inutile inaugurare lo studentato e assegnare i posti se poi scatteranno ulteriori restrizioni per contrastare la pandemia. A questo punto attendiamo il nuovo anno, sperando non ci siano problemi legati al coronavirus».
Per il nuovo studentato ci sono 2.800 metri quadrati a disposizione nello stabile di via Solferino. I posti disponibili sono 63. L’intero spazio è organizzato in sei aree funzionali e sarà nel contempo, a seconda dei periodi, collegio, foresteria e spazio condiviso con la città (tutto il periodo dell’anno). La residenza universitaria avrà 35 camere e sono previsti una sala conferenze da 70 posti, un caffè letterario e postazioni internet aperte a tutta la città.
La struttura diventerà una sorta di simbolica porta d’ingresso al quartiere universitario della città. Si tratta dell’opera che conclude un percorso di consolidamento e trasformazione della Fondazione, che ora si appresta ad avviare un processo di sviluppo ulteriore dell’ateneo.
Non c’è dubbio che la pandemia abbia contribuito a rallentare in modo significativo i tempi di realizzazione dell’opera.
Originariamente l’inaugurazione era stata programmata per lo scorso aprile, ma il blocco delle attività edili per la pandemia ha fermato anche questo cantiere. I lavori sono ripresi con la fine del lockdown e la Fondazione puntava ad aprire la struttura nel corso dell’estate, consentendo così agli studenti residenti in altre province (o all’estero) di candidarsi all’assegnazione di un posto.
«Il cantiere ha terminato il suo lavoro – spiega Gianolio – e abbiamo già ottenuto il certificato antincendio dei vigili del fuoco. Per quello di agibilità il percorso è più lungo. Sono comunque già arrivate le prime manifestazioni di interesse da parte di studenti».
Opera dell’architetto Gianni Girelli, progettista e direttore dei lavori di trasformazione dell’edificio, il costo dell’opera è stato di circa 5 milioni di euro.
Delle 35 stanze previste, sei saranno riservate ai professori, due agli studenti diversamente abili, e tredici a “ragazzi meritevoli e privi di mezzi”.