Bar e locali: «Un colpo mortale alle imprese»
MANTOVA. «Così si fa passare il messaggio che la colpa dell’aumento dei contagi è di bar e ristoranti. Nella realtà dei fatti, i locali sono luoghi dove vengono fatte rispettare le norme di sicurezza. Avrebbero dovuto punire chi sgarrava e non penalizzare l’intero settore. I nuovi provvedimenti produrranno grossi danni al settore e rischiamo di avere ripercussioni anche sui posti di lavoro».
Se già il presente non è roseo, il futuro previsto dalle associazioni di baristi e ristoratori di Confcommercio e di Confesercenti è ancora più nero. L’ordinanza regionale che obbliga (da ieri) la chiusura dei locali alla mezzanotte e che impedisce, dalle 18, la vendita al banco e di prodotti alcolici per asporto al banco e sempre dalle 18, la consumazione di bevande e alimenti nelle aree pubbliche, viene vista con grande preoccupazione da Stefano Solci, di Fiepet Confesercenti e da Mattia Pedrazzoli, di Fipe Confcommercio.
«La mancanza di rispetto delle regole non avviene tanto nei locali o negli uffici o nelle scuole – dice Solci – ma nella vita privata. Queste limitazioni non sono di gran peso per i ristoranti, ma sono micidiali per i bar, dove la clientela resta anche oltre la mezzanotte. I ragazzi, ad esempio, dove andranno dopo quell’ora al venerdì o al sabato? Resteranno per strada. Sicuri che avranno tutti la mascherina? Un barista ci tiene a far rispettare le regole, ai clienti, visto che oltretutto rischia la chiusura. Io non capisco come questa misura possa ridurre i rischi di contagio».
La pensa così anche Pedrazzoli . «Il limite della mezzanotte del governatore Fontana equivale per diversi locali ad un lockdown – dice – per noi sarà un danno enorme. Si sarebbe dovuti intervenire con sanzioni e maggiori controlli su movida e trasgressori prima, con multe esemplari. I locali sono luoghi sicuri, basterebbe continuare normalmente con mascherine, distanze e disinfettanti». Preoccupazione anche tra gli artigiani. «Dpcm e ordinanze Regionali, che cambiano nell’arco di un solo giorno, creano per le imprese un continuo stato di angoscia - dice il direttore di Cna, Elisa Rodighiero – temono lo spettro di una nuova e incomprensibile chiusura considerando che gli artigiani rispettano le regole».