Negozianti e gestori dei locali in preallarme: "La paura è peggio delle chiusure"
PRATO. C'è preoccupazione tra i ristoratori,i bar e i negozi su quelle che saranno le nuove misure restrittive. Soprattutto i locali del centro e chi lavora con i giovani è preoccupato perché le nuove misure hanno già dimezzato il lavoro, mentre, almeno per ora, a chi ha anche la ristorazione il decreto permette di lavorare. «Noi abbiamo appena aperto in via Settesoldi – spiega Marco Ciolli titolare del Molo 16 – per ora poiché facciamo anche ristorante e possiamo mettere a sedere le persone possiamo lavorare e le persone sono attente e seguono le prescrizioni. Dopo le 21 solo al tavolo e chiudiamo alle 24. Non è facile perché aprire a inizio mese e già trovarsi in questa situazione di attesa per un nuovo decreto è davvero incredibile. Comunque i ragazzi rispettano le regole e cerchiamo di andare avanti e di dare il servizio nel migliore dei modi».
Anche i Francescoaioli in piazza San Francesco continuano a dare il loro servizio e sono aperti anche a pranzo: «L'attività in San Francesco è storica mentre abbiamo appena aperto a Bagnolo i “Francescaioli di Parugiano” e il decreto non ha inciso più di tanto – spiega Alessio Santiccioli – è chiaro che qualche defezione c'è stata ma la volontà è quella di dare un servizio continua. Durante il lockdown abbiamo fatto le consegne a domicilio e nel caso le continuaremo a fare. È un momento difficile e bisogna stringere i denti». Anche i negozi soffrono e quelli di abbigliamento e di scarpe già con due mesi di stop ora non vogliono assolutamente chiudere perché sarebbe un bel problema. Lo stesso chiedono anche i negozi per i bambini.
«Purtroppo abbiamo visto un calo nel momento che c'è stato il nuovo decreto – spiega Sandra Orlandi di Liquirizia – e il fatto che le cerimonie siano state annullate ha inciso tanto in questi giorni. L'importante è che non vengano chiuse le scuole perché o se no si ferma tutto». Lo conferma Sandra Coppini del negozio di sport di piazza Ciardi: «L’annullamento delle cerimonie e già un problema speriamo che la consapevolezza di tutti possa far abbassare i contagi come è successo in estate».
Ultimo a lanciare il grido di allarme e Christian del “Ci Garba”: «Solo ieri ho avuto cinque tavoli disdettati perché la gente inizia ad aver paura e mi tornerà mettere la gente di nuovo in cassa integrazione. Il virus è davvero letale in tutti i sensi». L'assessore allo sviluppo economico Benedetta Squittieri chiede responsabilità, soprattutto ai ragazzi e ai frequentatori dei locali. «Ne va della tenuta dei posti di lavoro di molti. Si deve già tutelare una categoria molto colpita, se non c'è collaborazione arriveranno misure nazionali più drastiche alle quali anche noi non potremo opporci. Ma chiedo collaborazione anche ai gestori dei locali. Aiutateci rispettando le regole e gli orari. È decisivo che su questo ci sia collaborazione.