La situazione Coronavirus a Treviso: altri 114 contagi, 22 positivi dopo un matrimonio
TREVISO L’onda dei contagi genera preoccupazione, ora più che mai. In queste ore la Marca è alle prese con 114 nuovi positivi al tampone. Ormai si viaggia al ritmo di oltre 100 infettati al giorno e questo trend sembra consolidarsi, qui come altrove in Veneto. «Siamo in emergenza, il virus sta circolando ed è molto diffuso, non c’è nulla da fare se non attrezzarci» evidenzia il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi.
focolai: aziende e matrimonio
Sono decine i mini-focolai nelle scuole trevigiane, altrettanti gli interventi delle task force mediche impegnate nei tamponi rapidi in classe. In contemporanea, si allarga a macchia d’olio il cluster esploso tra i dipendenti della cooperativa Co-Work nei magazzini della X-Log nel centro logistico Geox di Signoressa, dove gli operai contagiati sono saliti da 13 a 48 positivi su circa 500 testati in autonomia dall’azienda.
C’è apprensione anche per un cluster legato a un matrimonio celebrato nei giorni scorsi nel distretto di Treviso. L’autorità sanitaria ha individuato 22 ospiti positivi e sta ricostruendo la rete dei contatti di tutti gli invitati. Non è la prima volta che una cerimonia nuziale diventa l’occasione con cui il virus si fa strada, era successo anche lo scorso settembre, quando la madre della sposa era risultata positiva, facendo scattare l’allerta nel Montebellunese.
IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO
Da tre mesi la Marca domina la classifica regionale della pandemia, è così anche nelle ultime 24 ore con 3 nuove vittime di cui un 84enne con gravi patologie ricoverato in Medicina a Vittorio Veneto. Sale così a 362 il numero dei deceduti a causa del virus dallo scorso febbraio. Ammontano invece a 3.327 i cittadini trevigiani messi in quarantena pari a ¼ a livello Veneto. La diffusione del virus sta quindi portando la sanità trevigiana a blindarsi nuovamente. Anche le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) sono pronte ad essere rafforzate per seguire gli utenti Covid sul territorio.
LA STRATEGIA
Guarda il bicchiere mezzo pieno il direttore Benazzi, citando un dato su tutti: «Il 95,4% dei positivi che abbiamo individuato tramite lo screening è asintomatico, il resto ha sintomi lievi e fino ad ora la maggior parte delle persone che sono decedute avevano un quadro clinico complesso, segnato da patologie croniche». Il report conferma: i 2.200 tamponi giornalieri effettuati dall’Usl 2 stanno facendo da filtro, i casi emergono in modo massiccio, ma la tempestività della presa in carico dei pazienti, la politica degli isolamenti e le terapie antivirali, stanno arginando le forme più gravi dell’infezione.
Ad ora i 44 pazienti ricoverati negli ospedali di Treviso e Vittorio Veneto sono tutti seguiti dalle Malattie Infettive e non necessitano di cure intensive. L’evoluzione dell’emergenza dipenderà da molte variabili: la capacità di risposta a livello locale, ma anche l’andamento dei contagi nel resto del Paese. «Non abbiamo pazienti in Terapia Intensiva» dice Benazzi «la situazione è sotto controllo, ma non possiamo cantare vittoria». —
Valentina Calzavara