Il business del porfido e la ’ndrangheta: un sequestro a Padova
PADOVAC’è anche una società padovana, con sede in città, tra le 15 poste sotto sequestro nell’ambito dell’operazione “Perfido”. L’attività, portata avanti dalla Guardia di finanza di Trento, è legata a un’indagine sulla presenza della ’ndrangheta nel territorio trentino, e in particolare nella zona della val di Cembra, attiva soprattutto nel settore del porfido.
Tra le società finite sotto sequestro c’è la Ak Servizi srl, con sede in piazza Zanellato a Padova e attiva dal 2014 nell’ambito della movimentazione delle merci. Il suo titolare, Domenico Francesco Morello (residente in Trentino), è attualmente in carcere.
L’operazione “Perfido” ha permesso di individuare una cellula di ’ndrangheta a Lona Lases (Trento), zona di estrazione del porfido. Questo gruppo risulta legato alla struttura operante a Cardeto, nell’area metropolitana di Reggio Calabria, composta in particolare dalle cosche reggine Serrano, Iamonte e Paviglianiti. La cellula trentina aveva il controllo, di fatto, del settore dell’estrazione e della lavorazione del porfido, maggiore risorsa economica del luogo, attraverso un processo di progressiva infiltrazione del tessuto imprenditoriale e della politica locale.
Sono 19 i soggetti indagati a vario titolo e per i quali ieri mattina i carabinieri del Ros e dei comandi dei carabinieri di Trento, Roma e Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare. Ai 19 indagati vengono contestati i delitti di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, porto e detenzione illegale di armi da fuoco e riduzione in schiavitù. A questi si aggiungono poi altri 5 soggetti, sottoposti a fermo indiziario.
Sono 15, invece le società poste sotto sequestro: una a Padova, quattro a Lona Lases, una a Gardolo, una a Trento, tre a Verona, quattro a Roma e una a Siderno. Tra queste c’è la Ak Servizi srl di Domenico Francesco Morello, attualmente in carcere, imprenditore attivo anche a Trento, Verona e Roma e a cui sono state sequestrate una Bmw, una Mercedes e 3 Range Rover.
Le indagini devono chiarire nel dettaglio il ruolo della società padovana, a cui sarebbero attribuibili delle dubbie fatturazioni. La Ak è sotto sequestro, è affidata a un custode giudiziario ma può continuare a lavorare. È di oltre 5 milioni di euro il valore stimato di società, immobili, auto, macchine da cantiere, attrezzature e conti correnti sequestrati dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’operazione.