Dopo il maltempo la roggia di Baldissero non porta più acqua
BALDISSERO. Tra i danni causati dal maltempo di una quindicina di giorni fa c’è quello alla roggia di Baldissero, un corso d’acqua fondamentale per chiunque abbia degli appezzamenti di terreno in paese, visto che è anche l’unica fonte di approvvigionamento idrico. Se non verrà fatto, e velocemente, un lavoro di ripulitura da tutto ciò che oggi l’ostruisce e trovato un sistema per ricanalare l’acqua c’è il rischio che campi, orti e ogni genere di coltivazioni non possano essere irrigati, con tutto ciò che ne consegue.
La richiesta per danni in regione
«I sopralluoghi che abbiamo effettuato nei giorni successivi le abbondanti precipitazioni atmosferiche hanno messo in luce una situazione davvero complessa - spiega il vice sindaco, Mauro Ferrero - . Una volta, su questi corsi d’acqua, la competenza era del Magispo, mentre oggi l’ente di riferimento è il Consorzio Est Orco di San Giorgio - . La richiesta alla Regione di contributi per i danni patiti è di sua competenza, dunque. Esiste una convenzione in base alla quale sulle rogge principali i costi di manutenzione vengono suddivisi al 50% tra lo stesso Consorzio e i Comuni dove queste insistono. Io credo che occorra intervenire al più presto, con l’utilizzo di un mini escavatore, per esempio, ripulire la presa, riparare i danni, procedere con la ricanalizzazione dell’acqua e, naturalmente, la messa in sicurezza».
Un bene inestimabile
Ha una storia nobile la roggia di Baldissero che affonda le sue radici addirittura nell’Ottocento. Per la natura dei terreni (ricordiamoci che il Comune è all’interno della riserva dei Monti Pelati), molto ghiaiosa, l’acqua è sempre stata, ed è tuttora, un bene preziosissimo. «Venne realizzata dai nostri “vecchi” tutta a mano, a colpi di piccone, partendo da dopo il ponte sul Chiusella di Vistrorio - aggiunge Ferrero - . Attraversa, dunque, il territorio di Vidracco di cui il Comune di Baldissero possiede una particella, e ogni dieci giorni, da aprile a settembre, ogni proprietario, in base all’estensione del suo appezzamento, ha diritto a prelevare l’acqua che gli serve». E che vorrà continuare ad avere. —