Prende l’assegno sociale dell'Inps, ma da anni vive all’estero: condannata
PORDENONE. Il tribunale collegiale presieduto da Eugenio Pergola ha condannato a sei mesi di reclusione, pena sospesa, Rosa Bigo, 78 anni, nativa di Pavia, per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. I giudici hanno disposto la confisca di 26.809 euro, ovvero la somma che gli inquirenti ritengono sia stata percepita indebitamente.
La pensionata aveva ottenuto l’assegno sociale dell’Inps, che veniva versato ogni mese in una banca di Sacile. Quando si è trasferita all’estero, non ha comunicato la propria iscrizione all’Aire, effettuata il 23 giugno 2016. Si tratta, però, di un obbligo di legge.
Con il trasferimento all’estero, in ogni caso, l’assegno sociale non viene più erogato. La signora invece ha continuato a riceverlo ogni mese fino al 1° aprile 2019, data in cui l’istituto previdenziale ha revocato il contributo. In tal modo ha incamerato i 26.809 euro, ritenuti il profitto del reato.
La sua posizione è emersa nell’ambito di un’indagine a campione condotta dalla Guardia di finanza di Pordenone. È partito così il procedimento, coordinato dal procuratore Raffaele Tito, approdato alle battute finali dinanzi al tribunale collegiale.
L’avvocato Olga Fabris, che assisteva l’imputata, ha chiesto l’assoluzione, sostenendo l’assenza di dolo nella condotta dell’imputata. Il legale ha in particolare evidenziato come nei moduli con i quali si richiede l’assegno sociale non viene specificato che in caso di trasferimento all’estero si perde il diritto al sussidio. La difesa ha sottolineato che la pensionata era andata a vivere all’estero dieci anni dopo aver compilato la domanda. —
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