Preso a calci e cazzotti dopo essersi ubriacato: denunciata la barista, locale chiuso per un mese
FIUME VENETO. Nella serata di venerdì 16 ottobre, personale dell’Ufficio Polizia amministrativa e di sicurezza della Questura di Pordenone, unitamente ai colleghi dell’Ufficio prevenzione e soccorso pubblico, ha eseguito il provvedimento di sospensione per 30 giorni, disposto dal questore Marco Odorisio, nei confronti del “Bar Pascha’”, nella frazione Pescincanna di Fiume Veneto.
Il provvedimento è stato adottato in via d’urgenza per quanto accaduto nella nottata di giovedì 15 ottobre, quando un cittadino ucraino si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale civile in stato di ebrezza alcolica, con contusioni al volto ed alla mandibola, frattura delle ossa del naso, rottura di dente e ferite alle labbra, tali da procurargli una prognosi di 21 giorni.
Gli agenti, assumendo informazioni da vari testimoni, hanno appurato che l’uomo, dopo essere andato nel bar, aveva assunto numerose bevande alcoliche, ordinando birre e vodka.
Poco dopo, per futili motivi, è scoppiata una scazzottata con raffiche di pugni e calci, tanto da far cadere l’aggredito che, rovinato a terra, è stato colpito a più riprese.
L’uomo, quindi, è stato soccorso ed accompagnato in ospedale, mentre il personale del bar, come se nulla - a detta della Polizia - fosse accaduto, ha proseguito l’attività.
Gli agenti hanno accertato come il giovane aggredito all’interno del locale avesse un tasso alcolemico superiore a 3,00 gr/l, stato di ubriachezza procuratogli proprio dalla continua ed eccessiva somministrazione di bevande alcoliche, tanto che la barista è stata deferita all’autorità giudiziaria per “somministrazione di bevande alcoliche a persona in stato di manifesta ubriachezza”.
Al termine dell’istruttoria, quindi, il questore ha adottato il provvedimento di sospensione dell’attività, con chiusura del locale - come anticipato - per un mese.