Gorizia, ascensore al castello cantiere senza pace. Un proiettile di obice rispunta dal terreno
GORIZIA La serie si allunga: due ditte fallite, il rinvenimento di un muro medievale, il sottosuolo che restituisce decine di scheletri e blocca, di fatto, il cantiere. Ora, dopo la ripartenza dei lavori, la scoperta di un residuato bellico di una certa consistenza.
Sembra quasi che qualcuno abbia lanciato una maledizione perché i lavori di realizzazione dell’ascensore del Castello continuano ad essere cadenzati da intoppi e imprevisti, proprio nel momento in cui il cantiere andava avanti velocemente. «Un cantiere disgraziato», lo definì il compianto ex sindaco Ettore Romoli. Ma la sequenza di sventure e misfatti, evidentemente, non si è ancora fermata.
Veniamo all’ultimo sviluppo. Durante i lavori, è stato scoperto quello che, tecnicamente, viene definito un “proiettile performante di obice 149-40”, lungo circa 60 centimetri, risalente alla Prima guerra mondiale. Un residuato bellico di fabbricazione italiana, rinvenuto dagli operai dell’impresa che sta eseguendo i lavori di realizzazione dell’impianto di risalita. L’area è all’interno delle mura, vicino al Bastione fiorito e a poca distanza dalla zona in cui, qualche mese fa, vennero rinvenuti gli scheletri che però si trovano fuori dalla cinta muraria.
La bomba, entrando nel dettaglio, è riemersa dal terreno in cui si sta realizzando la tromba del secondo ascensore. La scoperta è avvenuta giovedì sera e i tecnici comunali del settore Lavori pubblici hanno subito allertato sia le forze dell’ordine sia la Prefettura.
Tutto si è risolto in pochissime ore perché la bomba è stata rimossa, ieri mattina, in velocità e in silenzio, con il coordinamento della Prefettura. Ovviamente, l’attenzione rimane alta in merito a eventuali, nuovi ritrovamenti di residuati bellici.
Il sindaco è stato costantemente informato sull’evoluzione delle operazioni. «È davvero incredibile: le sorprese, in questi lavori, non finiscono mai», sottolinea Ziberna. Un’affermazione a cui difficilmente si può dare torto, visto che dal “cantiere eterno” per la realizzazione dell’ascensore al Castello continuano ad emergere testimonianze della straordinaria storia vissuta dalla città. Questa volta ha rifatto capolino la Grande Guerra, con un proiettile di obice italiano, lungo circa 60 centimetri, che si è incastrato fra i pali del pozzetto in cui scorrerà il secondo degli ascensori per il maniero.
«Confermo che il ritrovamento del proiettile è avvenuto giovedì sera – aggiunge il primo cittadino – e, ovviamente, ci siamo subito preoccupati, oltre che per la sicurezza di chi lavora in cantiere, anche per il possibile, ennesimo stop dei lavori che sarebbe stato deleterio. I tecnici del settore Lavori pubblici del Comune hanno subito informato la Prefettura che, con grande velocità, ha coordinato l’intervento di rimozione che è avvenuto in pochissimo tempo senza alcun problema evitando così nuovi ritardi. Ringrazio per questo tutte le persone che hanno collaborato a questa operazione risolvendo la questione in men che non si dica. Ancora una volta – conclude il sindaco – questo cantiere ci ha dato conferma di come il sottosuolo della nostra città sia uno scrigno in cui si celano testimonianze di ogni epoca storica e noi ci siamo seduti sopra. Abbiamo ritrovato di tutto, dai muretti medievali agli scheletri misteriosi del Settecento fino alle bombe cadute durante le guerre».
Ma quando sarà attivo l’ascensore? «Dovremmo essere ormai alla fine dei lavori, che dovrebbero essere ultimati entro la primavera del 2021 ma chissà che in questi mesi non ci si trovi di fronte a qualche altra sorpresa...». —
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