Palestre ancora off-limits, protestano prof e studenti
PONTEDERA. «Ridateci le palestre». Insegnanti di educazione fisica e studenti sul piede di guerra in città, con tanto di protesta “silenziosa” di fronte al palazzo comunale venerdì 16 ottobre per chiedere la stesura definitiva del protocollo d’intesa per l’uso dei locali dedicati allo sport. Ragazzi e docenti, infatti, dall’inizio della scuola ancora non sono in condizioni di utilizzare le tante strutture del quartiere scolastico, “appese” alla stipula di un accordo che regoli sanificazioni, gestione dei turni, metodi d’uso e protocolli che siano condivisi fra comune e istituti scolastici. «Intanto le società sportive quelle palestre le possono già usare – spiega uno dei docenti di educazione fisica, riuniti in un coordinamento al momento compatto sulle ragioni della protesta –. È dal 23 settembre che è iniziata la trattativa per la stesura di questo protocollo, che deve mettere d’accordo i responsabili della sicurezza dei vari istituti e il Comune. Una trattativa che da parte dell’ente è stata procrastinata e ancora non vede una conclusione».
Fino a ora, neanche a dirlo, i ragazzi erano stati portati all’aperto, là dove linee guida nazionali, Miur, governo e dirigenze consigliano di portare i ragazzi fin quando è possibile. Ma l’inverno si avvicina, e l’autunno si fa già sentire. «In un momento così delicato, dove i ragazzi devono tenersi in salute e dove un semplice raffreddore o una normale febbre stagionale rischia di mettere in quarantena tutta una classe, le sembra normale che non possiamo usare le palestre delle scuole? I genitori si lamentano che non è più stagione per stare all’aperto, poi in un anno così particolare – si chiedono i docenti –. Tutti i pomeriggi le società sportive usano i locali, ma ancora non sappiamo chi e come deve sanificare gli ambienti in modo che siano utilizzabili la mattina dai ragazzi, o chi deve prendere nomi e contatti di chi le utilizza». Una trattativa che, secondo molti docenti, sarebbe stata tirata alla lunga dalle istituzioni, che invece ieri, per bocca dell’assessore alla scuola Francesco Mori, si difendevano dicendo che un testo definitivo sarebbe già al vaglio dei dirigenti scolastici. «Siamo ben disposti verso il Comune, ma la nostra è una materia pratica e le palestre sono utili anche a portare i ragazzi fuori dai più angusti ambienti scolastici – dicono i docenti –. Finché non ci sarà un accordo scritto continueremo a farci vedere in Comune»