Minorenne scomparsa a Grosseto, la versione dei due indagati: nessun sequestro
GROSSETO. Giornata di interrogatori e di rivelazioni quella di ieri nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa e sul ritrovamento della 17enne rimasta lontana da casa per quasi due mesi, inchiesta per la quale ci sono quattro indagati.
Rivelazioni come quella del 35enne che ha di fatto negato ogni tipo di violenza o costrizione nei confronti della ragazza. Due dei quattro indagati per il sequestro di persona hanno accettato di rispondere ai pubblici ministeri Maria Navarro e Salvatore Ferraro. Altri due si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere. Spiega l’avvocato Giacomo De Cesaris che assiste questi ultimi, marito e moglie, entrambi sospettati di concorso nel sequestro (l’uomo anche per violenza sessuale e detenzione di un’arma non ancora però trovata): «È stata una scelta processuale dettata soltanto dalla fase attuale. Mi riservo di farli sentire una volta che il quadro sarà delineato con maggiore chiarezza». A casa dei coniugi la polizia di stato ha trovato un puntatore laser che potrebbe essere stato utilizzato a corredo di un’arma. L’oggetto è stato sequestrato, il difensore ne ha chiesto il dissequestro davanti al Tribunale.
Hanno invece risposto i due uomini, 35 e 32 anni, assistiti dall’avvocata Francesca Carnicelli: «I miei assistiti hanno risposto all’interrogatorio, hanno dato la loro ricostruzione dei fatti e soprattutto hanno negato di aver commesso qualsiasi reato». Il primo, che ha spiegato di aver avuto una relazione con la ragazza, è sospettato di concorso in sequestro di persona e violenza sessuale. Entrambe le ipotesi prevedono l’aggravante del fatto commesso ai danni di una persona minorenne; nel caso della violenza sessuale, è stata formulata anche l’eventualità che possa esserci stato un abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe spiegato che il comportamento era quello comune a tanti semplici fidanzati, una relazione senza alcuna violenza o costrizione. Avrebbe incontrato la ragazza soltanto alcuni giorni dopo la scomparsa da casa, avvenuta il 7 agosto, e avrebbe aggiunto che con lei avrebbe poi passato tutto il tempo fino al ritrovamento. L’uomo avrebbe saputo solamente molto dopo che lei era minorenne. E avrebbe anche aggiunto che la ragazza, incalzata da lui stesso dopo che la notizia della scomparsa aveva cominciato a circolare con grande insistenza, non ne avrebbe voluto sapere di tornare a casa.
L’altro uomo, il 32enne, avrebbe avuto soltanto un’occasione di contatto con la ragazza, la sera stessa del 7 agosto, in città, insieme ad altre persone; avrebbe chiesto una sigaretta, poi era andata via.
Dall’altra parte, l’avvocato della famiglia, Alessandro Risaliti, spiega di aver compiuto personalmente alcuni sopralluoghi nelle località indicate dalla ragazza, ottenendo riscontri positivi rispetto a quanto da lei dichiarato. Sarebbero stati almeno quattro i luoghi in cui la ragazza avrebbe trascorso i due mesi prima del ritrovamento in via Saturnia, avvenuto il 5 ottobre. —