Modena Al Guarini arrivano i “guardiani digitali” I ragazzi si difendono dal bullismo sul web
MODENA Guardiani digitali crescono. L’istituto Guarini è tra i dieci selezionati in Italia per la difesa dalle arti oscure. Ma Harry Potter non c’entra. Le arti da cui si difenderanno gli studenti prendono il nome di cyberbullismo, cyberstalking e aggressioni digitali in senso ampio.
Il progetto si chiama “Digital Guardian” mentre la tecnica è definita “Zanshin Tech”. Il primo termine deriva dall’Estremo Oriente. È una parola tipica delle arti marziali e sottende una capacità di concentrarsi che va al di là del senso classico. «Mantenere il controllo e svuotare la mente” è una traduzione che rende l’idea della sfida d’affrontare. Un mantenimento del controllo che passa dal kimono al web. «Il progetto è finalizzato a far comprendere ai ragazzi come funzionano le aggressioni in rete - anticipa Enrico Scala, presidente del consiglio d’istituto - e come è possibile difendersi». Nella prima fase dello “Zanshin Tech”, saranno formati (a distanza) dodici studenti. Le conoscenze apprese dai dodici saranno poi trasferite alle classi. Il corso avrà la durata di trenta ore e si aprirà con le arti marziali tradizionali. Le lezioni saranno però ben diverse dall’autodifesa fisica sperimentata lo scorso gennaio in presenza al Guarini. «Gli esperti li coinvolgeranno dal punto di vista del web», chiarifica Scala. Dal tatami si passerà allo schermo. Dei combattimenti veri e propri si approfondirà l’etica. I dodici studenti selezionati acquisiranno elementi di sicurezza informatica. Approfondiranno tecniche di psicologia della comunicazione. Si rafforzeranno nella gestione del panico. Apprenderanno come padroneggiare in modo consapevole il conflitto digitale. Infine, si metteranno alla prova con le aggressioni. Le stesse saranno trattate prima in chiave di prevenzione e poi di contrasto attivo. Per supportare il progetto, è partita una raccolta fondi su una piattaforma di finanziamento telematico (https://crowdfunding.chiodiapaga.it/progetti/digital-guardian/). La piattaforma è promossa sul sito e sulla pagina Facebook dell’istituto. L’azienda Innovatec contribuirà raddoppiando le donazioni ricevute. Alle 17,20 di ieri era stati raccolti 512 euro e l’azienda ne aveva messi a disposizione 256. L’obiettivo è arrivare a quota 10mila euro. Scala ringrazia la professoressa Monica Ansaloni, promotrice dei corsi di difesa sul web come lo era stata per l’autodifesa fisica. «Abbiamo visto purtroppo quello che può succedere sui siti web - avverte il presidente del consiglio d’istituto - in cui i ragazzi passano ore e ore. Alcuni possono svolgere attività interessanti; altri invece fare azioni futili, che possono nascondere pericoli. Se non si sta attenti, si può cadere rapidamente in un tranello».
Due le parole chiave: conoscenza ed educazione. Due possono essere gli snodi del percorso. «Se il progetto “Digital Guardian” andrà avanti, ci sarà una seconda fase su tutta la classe - conclude Scala - in cui interverranno esperti in forma gratuita. Per esempio, possono rispondere ai dubbi dei ragazzi sull’app Immuni. Tanti sostengono di non scaricarla perché considerano il Bluetooth pericoloso. Faranno un incontro in collegamento per dimostrare che gli aspetti pericolosi sono altri». —