Modena Messaggi “elettorali” dal Caf Il Garante scagiona Parisi
Nessuna violazione della privacy, dal momento che il messaggio non è stato inviato dal Caf, ma dal sindacato di cui il Centro di assistenza fiscale è un’emanazione diretta. Si chiude così, un anno e quattro mesi dopo l’esplosione di una polemica arrivata anche in Parlamento, il caso di Katia Parisi, la consigliera comunale eletta per Modena Solidale - poi trasformata in Modena Civica dopo una guerra interna che ha portato l’ala cattolica a lasciare - il caso degli sms “elettorali”, nato dalla denuncia di alcuni cittadini che avevano trovato inopportuna la ricezione di messaggi che invitavano a votare Parisi da parte del Caf Italia, il Centro di assistenza fiscale diretto fino al 2017 dalla stessa Parisi, poi diventata presidente della Consulta Fna. Un caso che aveva infiammato i primi giorni del nuovo mandato di Gian Carlo Muzzarelli, portando un’altra lista civica, Modena Volta Pagina, a presentare un esposto al Garante della privacy in seguito alla segnalazione di una propria iscritta, che in quanto cliente del Caf aveva ricevuto l’sms “elettorale”. Ora la questione è stata chiarita dal Garante della privacy, secondo il quale non è stata commessa alcuna violazione. In sostanza, come appurato dall’Authority, i messaggi in questione non sono stati inviati dal Caf Italia, ma dalla Fna, la Federazione nazionale dell’agricoltura di cui il Caf è emanazione, legittimata da statuto ad utilizzare le banche dati relativi ai propri iscritti per sostenere propri candidati in campagna elettorale. Ma perché centinaia di modenesi clienti del Caf hanno ricevuto il messaggio del sindacato? In sostanza, i cittadini che chiedono una prestazione al Centro di assistenza fiscale vengono invitati a iscriversi alla Federazione nazionale degli agricoltori, creando così una situazione - segnalata nei mesi scorsi dalla Cgil - per la quale quasi 5mila modenesi sono iscritti ad un sindacato di agricoltori pur avendo un altro lavoro. A quel punto, come rilevato dal Garante, il sindacato è legittimato ad utilizzare i dati dei propri iscritti.
Archiviato il caso, Modena Civica fa notare che «la nostra consigliera, risultata terza eletta in Consiglio comunale, è stata votata quindi per i propri meriti e non per un sms come vergognosamente voleva sostenere Volta Pagina, che oltre a convincere poco i cittadini ha convinto poco anche il garante per la privacy. La maggioranza - aggiunge la lista civica - non si era dimostrata molto compatta nella difesa della nostra consigliera: speriamo che lo sia sempre di più per la gestione della città nell’esclusivo interesse dei cittadini modenesi». La diretta interessata ricorda quindi di essere «stata oggetto di attacchi senza precedenti che hanno coinvolto il mio lavoro e i miei familiari: tutte le forze politiche per farsi pubblicità hanno buttato fango. Oggi ha perso anche la cattiveria e ha vinto la democrazia». —