Covid, nuovo Dpcm entro lunedì: no a lockdown nazionale
Entro lunedì verrà presentato e firmato un nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri) che avrà effetto immediato. Il superamento della soglia dei diecimila contagi giornalieri, su 150mila tamponi, avvenuto nelle ultime ore, impone che vengano attuate nuove misure di contenimento della pandemia. Per questo fino alle 4 del mattino il governo si è riunito in un vertice e ha esaminato le possibili strategie anti contagio.
«Dobbiamo evitare il lockdown, non dico che è meno pericolosa l’ondata, ma che abbiamo lavorato. Dobbiamo affrontare questa ondata con strategia diversa e nuova, che non prevede più il lockdown», ha detto nella serata di ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato al Festival di Limes, a Genova.
Le ipotesi al vaglio sono la chiusura di locali, bar e ristoranti alle 22 (da stasera in Lombardia chiudono alle 24) mentre il coprifuoco richiesto da diversi scienziati, quindi il divieto ad uscire, non trova il favore del premier Conte preoccupato per le ripercussioni economiche e sociali di un provvedimento così vicino al lockdown nazionale. Non esclude tuttavia chiusure mirate nelle zone più a rischio.
Possibile anche la chiusura di palestre, piscine, scuole calcio, associazioni dilettanti, centri estetici, cinema e teatri ma solo nelle regioni in cui l’indice di contagio Rt è elevato. «Di fronte a una seconda ondata che sta coinvolgendo tanti altri Paesi siamo tutti preoccupati», ha aggiunto il premier Conte, «perché questa seconda ondata sta stressando i sistemi sanitari e anche le economie e i tessuti sociali. Siamo anche stanchi. In nostri cittadini sono stanchi, vengono già da una prova durissima».
Le scuole restano al centro del dibattito. La convinzione del governo rimane tuttavia quella di garantire il servizio scolastico in presenza anche se molti governatori che chiedono la didattica a distanza, soprattutto per le scuole superiori. Mentre per i più piccoli, diverse regioni, tra cui Lombardia ed Emilia Romgna, chiedono l’introduzione di una maggiore alternanza negli ingressi, con turni al mattino e al pomeriggio. La Campania è stata la prima regione a sospendere il regolare svolgimento delle lezioni in presenza, con l’ordinanza firmata dal governatore De Luca duramente criticata dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. In queste ore De Luca ha fatto una parziale revisione del provvedimento, riabilitando da oggi «l’attività delle scuole dell’infanzia: nidi, asili, con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni».
Infine, il nuovo Dpcm prevederà il rafforzamento obbligatorio dello smart working, che dovrebbe essere portato al 70 per cento, per la Pubblica Amministrazione, così da alleggerire la situazione molto critica dei trasporti pubblici.