«Sul più bello»: il film che vi addolcirà, tra amore e la voglia di favola
Julia Roberts lo aveva detto in Pretty Woman che «voleva la favola» perché, in fin dei conti, i film romantici li guardiamo per quello: per vedere la favola. Sul più bello, il film di Alice Filippi ispirato all’omonimo romanzo di Eleonora Gaggero, tiene fede a quella promessa e mette in piedi la più classica delle storie, quella della ragazza bruttina che cerca di conquistare il cuore dell’adone bello e impossibile. A rendere l’impresa ancora più titanica, però, è il fatto che la protagonista, Marta, soffre di una rara malattia congenita ai polmoni, la mucoviscidosi, che potrebbe aggravarsi da un momento all’altro, riducendo le sue aspettative di vita. La cosa, però, non influisce sullo spirito della ragazza che, in una Torino fotografata nei suoi colori più aranciati, cerca di godersi le piccole cose al meglio che può, mascherando la paura di non arrivare ai cinquant’anni con l’ironia e la sagacia.
https://www.youtube.com/watch?v=Wp7fZaTm2xoNonostante si infili una tuta a forma di coniglietto che ricorda un po’ il piumone attorno al quale si avvolgeva Bridget Jones dopo aver lasciato Mark Darcy, Marta, interpretata dall’esordiente Ludovica Francesconi, tira fuori una sicurezza da far invidia alle stangone più belle che ci siano su piazza. La totale assenza di inibizioni – recita gli annunci in un centro commerciale con voce sensuale collezionando decine di messaggi segreti di apprezzamento – la spinge fino allo stalking più «aggressivo» nei confronti di Arturo, il bel Giuseppe Maggio, un ragazzo di famiglia altolocata che, nonostante il circolo esclusivo di canottaggio e i vestiti firmati, sembra il ragazzo più infelice e insicuro del mondo. L’andazzo della storia è facilmente intuibile: i due escono insieme, si conoscono e si piacciono. Come andrà a finire la storia non ve lo diciamo, ma possiamo assicurarvi che la promessa della favola che voleva Julia Roberts sarà più che onorata.
Pur con le sue ingenuità e le sue approssimazioni, il cuore di Sul più bello è rappresentato soprattutto dai colori dei protagonisti: pur alla sua prima esperienza, Francesconi restituisce al suo personaggio una tenerezza quasi infantile, perennemente in balia della voglia di fare colpo attraverso le sue uscite brillanti per «sopperire» al fatto di non essere, per sua stessa ammissione, «bellissima». Dall’altra parte Maggio, che aveva già dimostrato di possedere una grande sensibilità in Ricordami di te, il suo esordio letterario, esprime al meglio tutta la durezza dello spaccone che non ci metterà poi molto a sciogliersi e a far sognare gli spettatori. I paragoni più immediati rimandano a Colpa delle stelle, a Il sole a mezzanotte e pure un po’ ad Amelie, ma, dopotutto, cercare i corrispettivi stranieri dei nostri prodotti è sempre un’operazione non necessaria. Sul più bello è quello che è: una commedia godibile che ci addolcirà. Specie in un momento storico in cui abbiamo bisogno di avvertire il contatto più di ogni altra cosa.