Dario Matassa al Victoria, venticinque storie per raccontare i giovani e l’amore
Non chiamatelo “youtuber” perché Dario Matassa non lo è più. Dopo l’addio (in giugno) allo storico gruppo del canale "Space Valley", il bolognese classe 1995 ha deciso di seguire una strada che sentiva più sua: la scrittura creativa. Oggi ha un blog tutto suo che è diventato anche un podcast (SeconDario), una rubrica su Vanity Fair (Experience Is) e, a settembre, ha pubblicato con Sperling & Kupfer il suo libro d’esordio “Non ti ho chiamato amore, ma ti ho pensato tale”. Una raccolta di 25 racconti (per Dario meglio definiti “esperienze”) sull’amore giovanile che oggi alle 18 presenterà al Cinema Victoria.
Come è nata l’idea del libro?
« Ho iniziato a lavorarci un anno emmezzo fa ed è stata la concretizzazione fisica del lavoro fatto in questi anni sul blog, dove ho potuto mettere in gioco la mia modalità di scrittura preferita che è la narrazione breve. Io lo definisco un libro di “situazioni” perché non c’è una vera e propria trama né la presentazione dei personaggi. Il lettore improvvisamente si può ritrovare insieme a due persone che si stanno lasciando o con una persona disperata perché non sente più il suo ragazzo. Diciamo che c’è un filone narrativo unico che è quello dell’amore giovanile e poi, all’interno, tanti piccoli frammenti di vite diverse, di storie diverse».
Quindi non richiede di essere letto tutto d’un fiato…
«Esattamente. Io consiglio di leggerlo a tratti perché è di tratti che parla, di pezzi sparsi raccolti. Ci sono delle categorie tematiche che raccontano la fasi standard di una storia d’amore – il momento in cui ci si piace, ma non si riesce a dirlo, quello in cui ci si mette insieme, la crisi della coppia, quando ci si lascia e quando si ripensa all’ex – che si possono però leggere a caso partendo da un punto piuttosto che da un altro».
Il libro è uscito da un mese, finora che risposte ha avuto?
«Per quanto riguarda le vendite la risposta è stata decisamente superiore alle aspettative dal momento che sono un esordiente e dopo due settimane il libro è andato in ristampa. Dal punto di vista invece più romantico, quello più bello, i feedback sono stati molto buoni perché trasversali. In un momento in cui si legge meno e si fa più fatica ad approcciarsi ad un romanzo ho proposto una formula che può incontrare il piacere anche di chi non è abituato a leggere, soprattutto fra i giovani».
I più “vecchi” cosa le hanno detto?
«Da loro ho ricevuto soprattutto commenti nostalgici. E questa è una cosa che mi ha sorpreso. Molti mi hanno detto “mi hai riportato ai tempi della gita di classe” o “sono tornato ai tempi degli amori estivi in spiaggia al mare”, e questo mi ha fatto molto piacere». —