Il salario minimo, in Svizzera conviene
Diciamo che leggendo la notizia da questa parte del confine, un po’ di invidia la si prova. A partire da oggi, 17 ottobre, qualsiasi lavoratore del Cantone di Ginevra in Svizzera non prenderà meno di 4.086 franchi svizzeri, corrispondenti a 3.800 euro al mese di stipendio, il salario minimo più alto del mondo, circa 21 euro l’ora.
Noi che in Italia ci battiamo (spesso inutilmente) per non perdere di vista l’articolo 36 della Costituzione («Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa») e che non abbiamo nessuna legge che ci tuteli sul salario minimo, non possiamo che guardare con ammirazione alla Svizzera, dove, dopo che è passata la legge del salario minimo, hanno stabilito che lo stipendio di partenza è di 20,25 franchi svizzeri per ogni ora di lavoro, che al cambio attuale fanno circa 19,30 euro per ogni ora. Facendo tutti i conti e le moltiplicazioni sul numero di ore di lavoro mensile, questo si traduce in uno stipendio minimo di circa 3.500 euro al mese, se non di più. Così è appunto a Ginevra, dove tutti i lavoratori avranno un salario almeno di 3.800 euro al mese, come è stato stabilito dopo l’esito di un referendum, passato per il 58,15 per cento, seguendo il modello già applicato nel Giura e a Neuchâtel, che mira a combattere il precariato e il fenomeno dei «Working Poor». La cifra che appare decisamente alta vista da qui, è però forse «necessaria» per poter vivere A Ginevra visto che è una delle città più care, con un grande numero di super ricchi. Sono infatti 1.344 i ginevrini con un patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari, su una popolazione di poco meno di mezzo milione di abitanti, con un Pil pro-capite di oltre 75 mila dollari.
La riforma andrà a beneficio di circa 30mila lavoratori a bassa retribuzione, due terzi dei quali donne, molti impiegati come addetti alle pulizie, ma anche camerieri o parrucchieri.