Nidi a Ferrara, il Comune: noi ci siamo
FERRARA. È tutta in salita la strada verso i centri estivi per le scuole paritarie. A Ferrara domani partirà il Centro Educativo Privato “Chiara e Francesco” di corso Biagio Rossetti ma si tratta al momento di uno dei pochi esempi nel territorio estense, spiega il presidente Fism Biagio Missanelli: «Il Cre per i ragazzi dai 6 ai 12 anni è certo, e parte lunedì con più di venti bambini, forse si potrà anche organizzare un’offerta per la fascia 3-5 anni. Le altre scuole stanno cercando di partire, perché nessuno vuole ignorare il bisogno dei bambini e dei ragazzi di stare insieme e socializzare dopo mesi di isolamento, perché il servizio estivo non può e non deve essere un “garage” in cui parcheggiare i minori. Ma il problema, per i privati, è legato ai numeri e alle rette; abbiamo invitato i genitori a usufruire di tutte le forme di aiuto disponibili, come il bonus baby sitter (spendibile per pagare i Centri, ndr) e si spera così di avere i numeri per poter ampliare la disponibilità a partire da metà giugno, ma non è semplice. Le nostre realtà non percepiscono contributi, e fanno affidamento sulle rette delle famiglie per le entrate. Le parrocchie, che contano soprattutto sui volontari, hanno avuto modo di fare i campi estivi, ma il nostro è personale a libro paga, e senza altre fonti di sostegno le nostre difficoltà sono immaginabili».
LA RICHIESTA
Necessaria quindi, prosegue Missanelli, una sinergia con i Comuni: «La collaborazione nella nostra provincia è stata un po’ a macchia di leopardo e non tutte le amministrazioni hanno coinvolto il settore privato. Due settimane fa c’è stato un incontro con il Comune di Ferrara, che peraltro era già impegnato in un intenso lavoro per poter aprire i Cri e i Cre comunali, e il discorso dunque ora andrebbe proseguito, pensando magari a un aiuto per potenziare il volontariato». Senza dimenticare, nota Missanelli, «i 150 milioni di stanziamento annunciati dal Governo per la scuola: mi chiedo se la distribuzione terrà conto anche delle private».
Il Comune di Ferrara, da parte sua, ha rinnovato l’intenzione di pubblicare sul proprio sito istituzionale anche l’elenco delle scuole private paritarie che attiveranno i centri estivi, riservandosi anche di reindirizzare ai Cre privati i bambini e i ragazzi in esubero rispetto ai posti disponibili nei centri municipali.
I NIDI
Dalla coperta restano ancora fuori i bimbi della fascia zero-tre anni, che al termine del lockdown, ma con gli asili chiusi, non hanno al momento “collocazione”. La Regione Veneto ha compiuto un passo in avanti riaprendo i nidi. Il Comune di Ferrara si dice favorevole a partire, nel caso l’Emilia Romagna dovesse seguire lo stesso orientamento, avviando comunque un confronto con tutte le parti coinvolte. Ma la volontà, ribadisce l’amministrazione, c’è. Per i privati, al contrario, l’obiettivo non appare raggiungibile, interviene ancora Missanelli. «Le rette sono modulate anche sulla base del rapporto tra bambini e insegnanti, che in media è di 1 a 7 e che in estate può arrivare a 1 a 10. Ma con i criteri previsti dalle misure di sicurezza, questo rapporto scende a 1 educatore ogni 3 bimbi. Se a questo si aggiungono i costi di sanificazione, che rette potremo mai chiedere? Il rischio è quello di offrire un servizio per soli ricchi». —
Alessandra Mura
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