Coppia di sfrattati si accampa al parco della Vernavola: «Qualcuno ci aiuti»
PAVIA. Sfrattati e rimasti senza casa, ora vivono accampati nel Parco della Vernavola. Una tenda, il fornello per cucinare, un paio di sedie. Da qualche giorno si è organizzata così una coppia rimasta senza abitazione. Aveva trovato ospitalità nel dormitorio allestito al PalaRavizza dal Comune che, in piena emergenza Coronavirus, aveva voluto dare una risposta ai senzatetto della città. Poi, lo scorso 31 maggio, la chiusura della struttura agli homeless e loro, Francesca, 57 anni, e Luca, 50 anni, (nomi di fantasia) hanno deciso di trovare rifugio in quel lembo di parco tanto amato dai Pavesi. Impossibile trovare lavoro, «neanche qualche lavoretto che ci permetta di sopravvivere».
L’EMERGENZA
E’ il segnale, evidente, di un’emergenza sanitaria che si sta trasformando in economica. Perché il Covid ha spazzato via ogni speranza a chi già era segnato dalla povertà e come uno tsunami ha travolto chi era in difficoltà. «Ma ora come ne usciamo?», domanda Francesca. Niente casa. Nessuna occupazione. E così si è scelto quest’area verde, quel gioiello naturalistico incastonato nella città che per loro si è trasformato in rifugio.
Hanno lasciato la Vigentina, nel punto dove la ciclabile si interrompe, poco prima del semaforo e della palazzina Enel, e sono scesi verso il cuore del parco seguendo il sentiero, cercando con cura un posto dove poter rimanere solo per il tempo necessario a trovare un luogo dove alloggiare. La tenda è lì, immersa nel verde, poco distante da un filare di ciliegi, protetta dagli alberi. «Prendo il reddito di cittadinanza – dice la donna – ma non è sufficiente. Se trovassimo anche solo una camera, a noi basterebbe».
«RESTIAMO INSIEME»
Lei è originaria di Milano, lui di Matera. E non vogliono separarsi. «Non vogliamo andare al dormitorio, non possiamo stare l’uno senza l’altra. E così rimaniamo qui». Intorno è tutto pulito. Niente rifiuti. Il pattume viene rigorosamente messo dentro ad un bidone. Le panche e il tavolo, collocati dal Comune all’ombra di due grandi piante per consentire il ristoro dei visitatori, si sono trasformati in una sorta di zona pranzo. C’è un fornello per cucinare qualcosa. Un paio di sedie pieghevoli. La tenda da campeggio è ampia, divisa la zona giorno da quella per la notte.
«Non ho paura, con lui accanto mi sento sicura, anche se ogni tanto, nelle ore notturne, si sentono rumori strani». A individuare la tenda sono stati i volontari delle Gev che, dal mese scorso, hanno ricevuto il compito dall’amministrazione comunale, di controllare anche il parco della Vernavola.
«Le Guardie ecologiche volontarie stavano ispezionando il territorio e si sono accorti che quel punto del parco era stato trasformato in una piccola area campeggio – spiega il comandante Maurizio Macchetta -. Dopo il Coronavirus, ora dobbiamo imbatterci in queste terribili situazioni che devono obbligarci a riflettere e a mettere in atto ogni azione possibile di solidarietà, perché in tanti hanno bisogno. Ed è un bisogno che continua a crescere».
L’assessore alla sicurezza Pietro Trivi afferma che il Comune si è già attivato. «La segnalazione era arrivata dal supermercato che si trova lì vicino – spiega l’assessore -. La polizia locale ha già eseguito un sopralluogo e la coppia ha spiegato che avevano chiesto aiuto ai servizi sociali da cui però non avevano ricevuto risposta, per questo hanno deciso di accamparsi. Contatteremo l’assessorato servizi sociali e si cercherà di trovare loro una sistemazione». —
Stefania Prato