Morti e contagi, in Lombardia più della metà di tutta Italia. A Pavia un decesso e 12 casi positivi. Ma gli esperti sono ottimisti: "La discesa è costante"
Emergenza Coronavirus
i dati aggiornati a domenica 7 giugno, ore 18,30
Lombardia, la situazione. Secondo gli esiti dei 8.005 nuovi tamponi effettuati (totale complessivo: 821.977), gli attualmente positivi in Lombardia sono 19.420 (-79), per un totale complessivo di positivi riscontrati in Lombardia dall'inizio della pandemia a oggi di 90.195 (+125 in rapporto 1,6% rapporto con i tamponi
giornalieri). I nuovi guariti/dimessi sono 183, per un totale complessivo di 54.505. I ricoveri in terapia intensiva sono 107 (-3), quelli non in terapia intensiva 2.801 (-39). I nuovi decessi registrati sono 21, per un totale complessivo di 16.270.
Lombardia, i casi per provincia. Ecco i nuovi casi registrati provincia per provincia con la differenza rispetto a sabato: Milano 23.408 (+43) di cui 9.942 (+23) a Milano città, Bergamo 13.558 (+7), Brescia 15.007 (+19), Como 3.922 (+1), Cremona 6.495 (+6), Lecco 2.766 (=), Lodi 3.500 (+2), Mantova 3.388 (=), Monza e Brianza 5.573 (+2), Pavia 5.416 (+12), Sondrio 1.488 (+7), Varese 3.693 (+19), più 1.981 in fase di verifica.
Italia, la situazione. Sono 234.998 i casi totali di coronavirus in Italia, con un aumento di 197 nuovi contagi nelle ultime 24 ore (sabato erano stati 270): 125 (il 63,4%) sono stati rilevati in Lombardia mentre in sei regioni (Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Calabria, Molise e Basilicata) non si è registrato alcun nuovo caso. Secondo i dati dell’ultimo bollettino della Protezione civile, gli attualmente positivi sono 35.262, con un decremento di 615 rispetto a sabato, i guariti 165.837 (+759); con le 53 nuove vittime (sabato erano state 72) il totale sale a 33.899. In 10 regioni non si sono avuti decessi (Marche, Campania, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise e Basilicata). Diminuisce la pressione sulle strutture ospedaliere: i ricoverati in terapia intensiva sono 287 (-6), i ricoverati con sintomi 4.864 (-138) e i pazienti in isolamento domiciliare 30.111 (-471). Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 49.478 tamponi, per un totale di 4.236.535.
Italia, i malati per regione. Nel dettaglio - secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile - gli attualmente positivi sono 19.420 in Lombardia (-79), 3.962 in Piemonte (-205), 2.328 in Emilia-Romagna (-88), 1.085 in Veneto (-79), 750 in Toscana (-35), 243 in Liguria (-2), 2.690 nel Lazio (-7), 1.159 nelle Marche (-36), 725 in Campania (-13), 733 in Puglia (-25), 82 nella Provincia autonoma di Trento (-22), 862 in Sicilia (-4), 151 in Friuli Venezia Giulia (-10), 653 in Abruzzo (0), 97 nella Provincia autonoma di Bolzano (-3), 29 in Umbria (+1), 59 in Sardegna (-1), 9 in Valle d'Aosta (-3), 91 in Calabria (0), 120 in Molise (-1), 14 in Basilicata (-3).
Italia, i decessi per regione. Quanto alle vittime, sono in Lombardia 16.270 (+21), Piemonte 3.941 (+7), Emilia-Romagna 4.175 (+4), Veneto 1.954 (+5), Toscana 1.070 (+2), Liguria 1.499 (+7), Lazio 760 (+2), Marche 991 (+0), Campania 426 (+0), Puglia 525 (+3), Provincia autonoma di Trento 464 (+0), Sicilia 277 (+1), Friuli Venezia Giulia 339 (+1), Abruzzo 418 (+0), Provincia autonoma di Bolzano 292 (+0), Umbria 76 (+0), Sardegna 131 (+0), Valle d'Aosta 144 (+0), Calabria 97 (+0), Molise 23 (+0), Basilicata 27 (+0).
Esperti ottimisti. Il governo e gli esperti smorzano i toni sul caso Lombardia dove il contagio rallenta meno velocemente rispetto al resto d’Italia. La Lombardia, essendo la prima ad essere colpita con più focolai, «è anche l'ultima a rientrare nella normalità. Ma questa non è una sorpresa, perché si ricollega all'onda dell'epidemia», precisa Carlo Signorelli, professore ordinario di Igiene e sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Secondo l'esperto, i dati che danno l'andamento vero del virus sono quelli del numero di ricoveri in ospedale in terapia intensiva e dei morti, tutti in calo, così come quello delle chiamate al 112 per emergenze respiratorie. «Il numero dei tamponi positivo è il meno attendibile - aggiunge - perché in parte raccoglie anche i test fatti sulle persone risultate positive all'esame sierologico. Si tratta dunque di casi vecchi, rimasti contagiosi a lungo». L'alta mortalità da Covid-19, registrata soprattutto nella fase acuta tra marzo e aprile, si deve al fatto che ancora non è stato trovato un farmaco risolutivo.