A Di Biagio serve una Spal d’assalto
FERRARA. Buone intenzioni. Lautaro Martinez promette all’Inter l’impegno massimo prima di sognare l’approdo al Barcellona di Leo Messi; Gonzalo Higuain, peraltro ora infortunato, garantisce alla Juve che il desiderio di tornare in Argentina non condizionerà questo finale di stagione in bianconero. E Andrea Petagna timbra con esempio e parole la devozione alla causa spallina: al Napoli penserà più avanti. E Pasquale Gravina, presidente federale, sostiene che farà approvare una norma che allunga fino al 31 agosto i contratti in scadenza a giugno. Significa, in teoria, che Petagna chiuderà la stagione alla corte di mister Di Biagio. È noto da tempo che, nero su bianco, dall’1 luglio il bomber diventa partenopeo.
CONCRETEZZA
Alle buone intenzioni, servono poi i fatti. In casa Spal sotto forma di concretezza. Ovvero, ragionando di calcio, i gol. E qui, la pattuglia biancazzurra è messa male. Malinconicamente ultima alla voce reti fatte: appena venti in ventisei partite. Ma quel che è peggio sta in un’altra statistica: la truppa ereditata da Di Biagio è quella che tira meno in porta. L’equazione è, dunque, semplicissima: la Spal è arida nella costruzione, crea poco, conclude quasi nulla. Ovvio che le marcature siano merce rara.
Il problema è profondo e strutturale. Parte dal centrocampo, che ha uomini monopasso poco propensi all’inserimento da dietro. Con relative qualità balistiche. Per questo Di Biagio ha puntato subito forte su Valoti, uno dei pochi che sa inserirsi mimetizzandosi o presentandosi in area dribblando. E pure per questo è stato rimesso Valdifiori al centro del villaggio. L’unico che sa velocizzare e giocare in verticale. I suoi lanci possono innescare Valoti, oppure fornire assist alla velocità di Strefezza. La sosta, però, ha permesso al tecnico spallino di recuperare altri due elementi che - in maniera opposta - possono aiutare la squadra ad uscire dal deserto realizzativo. Uno è Federico di Francesco, al momento a quota due gol: sparati in avvio di stagione, poi l’oblio causa infortuni. Il suo impiego non presuppone neppure un gran stravolgimento tattico, sapendo muoversi sull’esterno in un attacco a tre oppure fungendo da seconda punta che ruota attorno al pivot Petagna. Cambio di passo e fantasia sono le armi che “DiFra” porta in dote.
La variante molto più rivoluzionaria, invece, è rappresentata dall’artiglieria pesante: il contemporaneo utilizzo di Cerri e Petagna. Corazzieri nel fisico, epperò non marmorei in area di rigore. Entrambi, a rotazione, potrebbero accorciare per dialogare con i centrocampisti. Movimento, peraltro, che istintivamente Petagna fa già: tanto è vero che Semplici, più volte, ha ribadito come dovesse insistere per ordinare alla punta di rimanere più nei paraggi della porta piuttosto che girare alla larga.
È certo che in questa fase di rimessa in moto atletica, il neo trainer Di Biagio stia lavorando anche sull’aspetto tattico. Sulla coesistenza di Petagna-Cerri, finora impossibile stante l’infortunio dell’ex cagliaritano. Posto che la difesa a “quattro” non si tocca, tutto il resto - ha sempre evidenziato Di Biagio - sarà oggetto di valutazioni. Il primo pensiero, sicuro, sarà trasformare la Spal in squadra d’assalto. Sennò hai voglia ad inseguire la salvezza.
ALLENAMENTI E DIESSE
I biancazzurri hanno concluso ieri un’altra settimana di lavoro in vista della ripresa del campionato (martedì 23 alle 19.30 contro il Cagliari al Mazza). Nell’ultimo allenamento il gruppo di mister Di Biagio è sceso in campo al centro “Fabbri” per esercitazioni di riscaldamento con e senza palla, seguite da un’intensa partitella. Nei giorni precedenti, la squadra aveva invece alternato lavoro atletico ad esercitazioni tecnico tattiche. Dopo l’infortunio muscolare della scorsa settimana, Karlo Letica è stato impegnato con un programma personalizzato. Gli allenamenti della formazione biancazzurra riprenderanno nel pomeriggio di martedì. Nello stesso giorno verrà formalizzato l’accordo con Zamuner: sarà il nuovo diesse.—