Ivrea, il sexy shop che non avrà il Bonus Piemonte: «Paghiamo le tasse ma siamo discriminati»
IVREA. Ci sono imprese, attività commerciali, negozi che il Bonus Piemonte, lo prenderanno, ma non per tutti è o sarà così.
Qualche giorno fa, con un sub emendamento targato Alberto Preioni, capogruppo leghista in Consiglio regionale, da questo piccolo aiuto sono stati esclusi i sexy shop, come se chi ha investito e investe in queste attività, paga affitti e tasse come gli altri imprenditori, nel peggior periodo Covid si è organizzato in vista delle riaperture sanificando i locali e dando la possibilità ai clienti di acquistare in sicurezza, appartenga ad un’altra categoria, ad un altro mondo, quella dove ci sono doveri, sempre, e pochi diritti, evidentemente.
Lo scontro è politico
Il dibattito che ne è scaturito è vivacissimo, con le opposizioni a Palazzo Lascaris scatenate. Cinque stelle e Liberi Uguali Verdi ironizzano sul provvedimento made in Carroccio «che fa sorridere».
Marco Grimaldi, capogruppo di Leu va oltre: «Siamo qui per offrire un sostegno a chi paga le tasse in Piemonte, che venda toma, tappi di sughero, statuette di santi o mutandine commestibili. Prima gli artigiani piemontesi? La ferocia di Preioni è superata soltanto dalla sua profonda ipocrisia, capace di dare giudizi morali su tutti tranne che su se stesso».
Michela, una scelta di vita
A Ivrea, in via Camillo Olivetti, c’è chi le mutandine commestibili le vende per davvero. È il sexy shop Malizia, da una ventina d’anni sulla piazza, uno dei pochi presente in Canavese. Lo gestisce Michela Barinotto, fresca cinquantenne (li ha compiuti lunedì), da dieci al timone di un’attività che ha una sua solidità, un suo mercato, una ragione d’essere (e d’esistere). «Ho fatto per 18 anni la ragioniera in diversi studi di commercialisti - racconta - . Poi, a un certo punto, mi sono proprio stufata di rapportarmi con gente perennemente arrabbiata e preoccupata. Volevo cambiare e trovare un ambiente un po’ più allegro. L’occasione è arrivata conoscendo il precedente titolare di Malizia, così mi sono avvicinata con curiosità scoprendo che le realtà dei sexy shop sono ben diverse dal passato. Una volta, il cliente era preferibilmente maschio, di una certa età, e cercava video porno. Ora, quel target, quel modello non esistono più da un pezzo, tanto che il 90% della clientela è femminile».
Boutique e toys di classe
E Michela il tocco femminile ce l’ha portato, eccome. Malizia è una boutique, prima di tutto, con capi di abbigliamento intimo intriganti.
Poi, c’è anche il reparto “toys” (accessori), dove la creatività ha preso il sopravvento. «Ho clienti di tutte le età, e spesso vengono da me coppie che, poi tornano - assicura - . Sono diventata anche un po’ psicologa, e mi avvantaggia il fatto di essere empatica. E donna. Nel rapporto di coppia, che va sempre rinnovato, la fantasia fa la differenza. Non riuscirei a vendere qualcosa che non mi piace. Ciò che è stato fatto a noi, titolari di impresa, è umiliante, mortificante. Ma in base a quale criterio, poi? Pazienza non se ne fosse discusso, ma discuterne e poi decidere che non “meritiamo” alcun contributo, che sarebbe stato un segnale, alla fine, al di là dell’entità della somma, mi sembra fuori da ogni logica. Noi non siamo stati dimenticati, semplicemente hanno ragionato come non esistessimo». Più che un fallo, una falla nel sistema. E in questo caso, non dà alcun piacere. —