La Casina Rossa ci riprova: cento firme per avere una farmacia nel quartiere
MONTECATINI. Per tanti anni è stata la sede storica del "Bar Bull", principale luogo d’aggregazione delle gente, più o meno giovane, della Casina Rossa (che poi si è trasferito un paio di centinaia di metri più avanti). A seguire ha avuto altre destinazioni commerciali ma ormai da un bel pezzo i battenti di questa struttura di via di Bruceto sono serrati e sull’ampia vetrage campeggiano gli enormi cartelli "Affitasi" e "Vendesi".
La proprietà sta cercando in tutti i modi, e da tempo, di ridare vita alla imponente struttura. E tramontata l’ipotesi di una possibile location per una banca, è rispuntato un antico e motivato obiettivo: farne la sede di una farmacia. Tramite social, di recente, sta girando una vera e propria petizione da compilare su un semplice modulo online e un appello: «Per dare maggiore valore al contributo di ciascuno - spiega Stefania Porciani, tra i promotori dell’iniziativa - consigliamo anche di recarsi da uno qualsiasi dei negozianti della Casina Rossa che vi farà firmare la petizione su carta. Consegneremo tutte le firme (digitali e cartacee) all’amministrazione comunale, con la quale vogliamo instaurare un dialogo aperto e sereno perché si attivi a concedere una nuova licenza ad un qualsiasi operatore che si candidi ad aprire».
E le firme raccolte, a oggi, sono già oltre cento.A Montecatini ci sono cinque farmacie, tutte non proprio vicine alla Casina Rossa. La più a portata di mano, a una distanza relativamente breve di circa due chilometri, ma con un "giro pesca" nelle stradine a nord del centro, è la farmacia Le Terme, in piazzetta Rossi.La questione è divenuta una querelle infinita. Se ne parlò una prima volta nel lontano 1997 quando il consiglio regionale, decise l’istituzione di una farmacia stagionale alla Casina Rossa. Una soluzione che veniva incontro alle esigenze dei cittadini di quella parte di territorio comunale, riuniti in un comitato, speranzosi e determinati nel poter usufruire di questo prezioso servizio. Un anno dopo, l’associazione provinciale dei farmacisti e i dottori titolari di farmacie ricorre per chiedere l’annullamento della delibera al Tar della Toscana, che nel dicembre del 1998 dichiara "inammissibile" il ricorso.
A luglio del 1999 al comune viene notificato un nuovo ricorso, stavolta al Consiglio di Stato, da parte di alcuni farmacisti contro la decisione del Tar. Agosto 1999: la giunta delibera di opporsi ma alla fine la spuntano i farmacisti. Niente apertura. Nuova puntata nel 2003, sempre per un discorso stagionale. In effetti la gara fu bandita ma andò tutto in fanteria. Nel 2009 la questione tornò d’attualità e fu tra le principali richieste dei residenti ai candidati a sindaco di allora. Tutti si espressero in maniera favorevole, considerandolo servizio essenziale. Ancora disco rosso. Alla fine nel 2015 ci fu la parentesi di una parafarmacia lì vicino che però chiuse a breve.