Calcio giovanile e Dilettanti, le regole da seguire
MODENA Come già fatto dagli altri maggiori sport di squadra, anche il calcio dilettantistico e giovanile è pronto a ripartire con le proprie norme ed il proprio protocollo che va ad attuare le linee guida ministeriali in tema di prevenzione dal contagio di Covid-19.
A due settimane circa di distanza dallo stop definitivo dei campionati ed in attesa di capire quali saranno i verdetti della stagione, la Figc ha formalizzato il primo passo con la pubblicazione di queste norme che, chiaramente, dovranno ess
ere aggiornate man mano che la situazione epidemiologica evolverà ulteriormente nelle prossime settimane. Se con ogni probabilità saranno i tempi del calcio professionistico a scandire, di conseguenza, anche quelli delle categorie minori relativi all’annata 2020/21, di certo ora è ufficiale come si potrà tornare in campo per gli allenamenti, con una serie di adempimenti e limitazioni che certamente non renderanno semplice la vita a tutte le realtà desiderose anche solo di ritrovarsi per provare a mettersi alle spalle questo brutto periodo.
Il protocollo della Figc ricalca per gran parte, ovviamente, quello delle altre Federazioni che già si erano pronunciate sulle loro modalità di ripresa degli allenamenti. Le ormai arcinote regole di igienizzazione, sanificazione e distanziamento sono la base da cui partire sia per l’attività vera e propria, sia per quanto riguarda una riprogettazione degli spazi e degli impianti sportivi per garantire, tra le altre cose, percorsi di accesso e di uscita differenti, nuovi e differenti flussi di spostamento delle persone per quanto riguarda la circolazione interna. Per quanto riguarda, invece, la parte prettamente tecnica le disposizioni riguardanti l’allenatore lo obbligano all’utilizzo della mascherina e ad una distanza minima di 4 metri dai calciatori. Per questi ultimi, invece, non è previsto l’uso di mascherine, ma è fondamentale il corretto distanziamento che varia in base al tipo di attività svolta. Si parla di due metri per giochi di tecnica, sfide motorie a distanza, combinazioni di passaggi, tiri in porta da distanze predefinite, attività individuali di dominio della palla e tutto ciò che implica un limitato impegno fisico.
Si sale a cinque metri, invece, per le esercitazioni di maggiore dispendio fisico che dovranno essere svolte preferibilmente affiancati o in diagonale e non “in scia” uno dietro l’altro. Gli spazi vanno suddivisi in maniera chiara e in base a questi vanno definite le giuste dimensioni dei gruppi di atleti che non potranno interagire tra loro e dovranno avere un allenatore ognuno. Nel caso in cui i gruppi siano diversi, l’ingresso in campo dovrà essere scaglionato per evitare assembramenti e tutta l’attività tecnica dovrà essere pianificata scrupolosamente in anticipo in base al numero degli atleti presenti. Bandite le casacche, a meno che non siano strettamente personali così come devono esserlo le borracce. Tutti gli attrezzi, palloni compresi, andranno sanificati prima, dopo e, se necessario, anche durante l’allenamento. Sempre sul tema dei palloni non esistono evidenze scientifiche relative al possibile contagio tramite contatto, mentre per quanto riguarda i portieri è vietato sputare sui guanti, pratica ormai comune per aumentare l’aderenza. —