Modena. Viaggio al Ramazzini. Maddalena “benedice” il figlio e la compagna Poi scatta la festa per i 99 anni di Martina
il racconto
serena arbizzi
«Siate sempre felici». Maddalena, 94 anni “benedice”l’unione tra il figlio Fausto e la compagna Giuseppina. Lo fa mentre è affacciata sulla sua sedia a rotelle da una delle finestre della casa di riposo Ramazzini, in via Luosi a Modena, dov’è residente. Qui, durante l’emergenza, nessuno ha contratto il Coronavirus.
Maddalena guarda il figlio e la compagna che le parlano dal giardino, a pochi metri, osservati dallo “spaventa Covid” che campeggia all’ingresso della struttura, nato dalla fantasia delle operatrici tra le quali Maria Vittoria Chersoni. «Mamma ha cucito vestiti per tantissimi modenesi e per la sua famiglia» racconta Fausto. Non fa in tempo a finire la frase che Maddalena lo sente ed esclama: «Questa l’ho fatta io», mostrando la maglia rosso fuoco, adagiata sulle spalle a ricoprire un abito dalla vivace fantasia a fiori che sbuca dalla ringhiera. «A 94 anni è ancora molto brillante e, a volte, ci mette addirittura in difficoltà - aggiunge il figlio - Suo fratello era il grande fotografo Alfonso Degli Antoni, mentre l’altro fratello, Gianni, ha portato il primo titolo alla Ducati. E mamma mi ha sempre raccontato che in casa nostra veniva Enzo Ferrari. Sì, proprio quel Ferrari: il Drake. Lei è contenta ora che possiamo vederci: la tecnologia non potrà mai sostituire il contatto visivo. In due settimane, questa è la terza volta che veniamo».
Alle spalle di Maddalena appare Maria Rosa che saluta la coppia e, all’interno, fervono i preparativi per un compleanno importante. Al primo piano, infatti, Martina si è agghindata a festa per celebrare i suoi 99 anni: ogni giorno presta grande attenzione alla sua capigliatura, lei, che per decenni ha fatto la parrucchiera. E per venerdì ha scelto un look speciale: un concio fermato da un elastico con pon pon fucsia fluorescenti. La data del suo compleanno è avvolta da un alone di mistero fra il 5 e il 6 giugno. Un giorno è quello dei festeggiamenti in famiglia, l’altro la data di nascita per l’anagrafe. L’arrivo della torta con candelina viene accolto da applausi scroscianti. E mentre Agostino bacia il telefono durante le videochiamate con i famigliari, Lucia è molto precisa nel colorare i disegni. L’arte incanta i residenti, capaci di scrutare a lungo i quadri alle pareti, firmati, tra gli altri, da Roberto Pelillo. All’ingresso c’è una bacheca con messaggi di elogio per lo staff, accanto agli stand di mercatino dell’usato, per sostenere attività. E a due box: “Cosa lascio?” e “Cosa tengo?” in cui si può esprimere cosa si porterà portare o no con sè di questo periodo.
«Da fine febbraio gli ingressi sono stati ridotti a un solo famigliare e da marzo chiusi a tutti - spiega la coordinatrice Cristina Barbieri - Credo che il risultato zero contagi dipenda molto dalla serietà dei nostri operatori, che hanno un’età media sui 50 anni. Anche nella vita privata hanno praticato giusta prevenzione. Quando ci sono nuovi arrivi da casa e ospedale scatta l’isolamento per 14 giorni. Le camere sono doppie o, addirittura, quadruple, quindi abbiamo fatto i salti mortali e sono avvenuti episodi divertenti. Abbiamo dovuto mettere insieme in stanza un uomo e una donna, amici da una vita. I parenti, in quei momenti difficili sono stati molto collaborativi». —