Dimessa l’ultima paziente Ora anche a Carpi l’ospedale è Covid-free
La giornata
Due nuovi contagi, nessun decesso e 49 guariti. Sono i dati che emergono dal “bollettino” quotidiano sul Coronavirus per la nostra provincia. Dati molto positivi, dunque, che confermano la netta flessione dei contagi. Per quanto riguarda i nuovi casi registrati ieri, si tratta di un cittadino di Fiorano e un residente a Modena: entrambi sono in isolamento domiciliare. E se la casella dei decessi segna ancora una volta lo zero, a crescere costantemente è il numero delle guarigioni: sono 49 le persone che ieri si sono lasciate alle spalle il virus, di cui 19 sono guarite clinicamente, mentre 30 hanno già avuto il doppio tampone negativo. Dall’inizio dell’epidemia sono 3286 i modenesi guariti dal virus, di cui 3184 con doppio tampone negativo.
Nel frattempo, si aggiunge un altro ospedale alle strutture modenesi Covid-free: si tratta del Ramazzini di Carpi, ovvero l’ospedale del Comune più colpito della provincia. Nella tarda mattinata venerdì, infatti, è stata trasferita l’ultima paziente positiva al Coronavirus ricoverata nel reparto di Medicina d’urgenza, diretto dalla dottoressa Chiara Pesci: la donna, 80enne, si trova ora ricoverata all’ospedale di comunità di Fanano, per proseguire il periodo di convalescenza in un contesto assistenziale più adeguato alle sue condizioni cliniche.
Con questo trasferimento, il Ramazzini si va ad aggiungere agli altri ospedali Ausl (Mirandola, Vignola e Pavullo) che già nei giorni scorsi avevano dimesso o trasferito gli ultimi pazienti Covid. «E come in tutti gli altri ospedali - fa sapere l’Ausl - anche a Carpi l’attenzione resta altissima, per garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori, soprattutto adesso che stanno riprendendo gradualmente le attività ordinarie in ambito chirurgico, di degenza e di specialistica ambulatoriale». Già da diverse settimane, i reparti di Medicina interna hanno ripreso la propria attività, mentre da pochi giorni sono ricominciate visite ed esami ordinari di alcune specialità, secondo un calendario definito che tiene conto delle nuove esigenze di sicurezza e riduzione del rischio di contagio». —
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