Lignano conta i danni e si mette al lavoro per rifare le spiagge
LIGNANO. Si contano i danni e si ricomincia a lavorare. Nel tentativo di dare vita alla stagione balneare, l’impegno degli operatori turistici di Lignano non conosce tregua. Dopo il blocco delle attività causato dal coronavirus, e la conseguente ventata di incertezza calata sull’estate 2020, a sconquassare per l’ennesima volta i piani turistici della costa friulana è stata l’ondata di maltempo che si è abbattuta in regione nella notte tra giovedì e venerdì.
L’ondata di maltempo
In meno di ventiquattro ore un picco di marea seguito da raffiche di vento di scirocco e da forti mareggiate si sono susseguiti anche a Lignano. Sebbene non ci siano stati danni alle strutture o allagamenti in città, il litorale è stato gravemente eroso: in tutti gli otto chilometri di arenile, secondo una prima stima sono 60 mila i metri cubi di sabbia spazzati via dal mare. E i danni si quantificano in centinaia di migliaia di euro.
Con la stagione appena inaugurata e l’arrivo degli italiani alle porte, i concessionari demaniali non si sono persi d’animo nemmeno stavolta e, già all’indomani della nottata di maltempo, si sono rimboccati le maniche. Ieri mattina gli addetti sono arrivati in spiaggia per fare un primo sopralluogo della situazione e per iniziare subito a ridare forma alla battigia devastata mettendola, inoltre, in sicurezza. Al netto del maltempo previsto fino a inizio settimana, le operazioni per sistemare e allestire la spiaggia continuano serrate.
L’erosione a Sabbiadoro
Da Terrazza a mare e fino alla zona del Faro rosso, «la mareggiata ha eroso la sabbia per una profondità di un metro» spiega Emanuele Rodeano, presidente Lisagest spa. E già da ieri mattina «i mezzi d’opera sono scesi in campo per ricalibrare la spiaggia rifinendone il profilo – prosegue – e mettendola in sicurezza».
Oltre al litorale, a essere stato gravemente danneggiato, per una seconda volta dopo il maltempo dell’autunno scorso, è il Faro rosso di Sabbiadoro, o meglio «i materiali allestiti a ridosso del pontile necessari agli addetti per ripristinarlo – dice Rodeano – e questo comporterà un rallentamento dei lavori di un’altra settimana, oltre che costi aggiuntivi». Al contrario, ombrelloni e lettini non hanno subito danni. Nonostante l’emergenza sanitaria e le condizioni meteo continuino a tenere in scacco gli stabilimenti, gli operatori lavorano «per finire di attrezzare la spiaggia fornendo il miglior servizio possibile Covid-free e senza rincari agli ospiti».
I danni a Pineta
Soprattutto nell’area a ridosso del Kursaal, «le mareggiate hanno eroso 20 mila metri cubi di sabbia solo a Pineta, travolgendo le transenne e i bidoni delle immondizie ma lasciando indenni le attrezzature da spiaggia, come ombrelloni e sdrai, che erano stai tolti proprio in vista dell’allerta meteo – spiega Giorgio Ardito, presidente della Lignano Pineta spa –. E ora, a distanza di una decina di giorni dall’ultimazione dei lavori di livellamento della spiaggia, si ricomincia a spianare dove necessario».
L’ondata di maltempo che si era registrata dall’11 al 20 novembre dello scorso anno, con una sola giornata di stop nel mezzo, «aveva provocato centinaia di migliaia di euro di danni deteriorando il pontile della Pagoda e alcuni locali del bar stesso, oltre che la profonda erosione della spiaggia privata di centinaia di migliaia di metri cubi di sabbia – conclude -. Oltre al virus, ora anche questa non ci voleva perché continuiamo a fare e disfare. Dispiace perché i turisti che arrivano in questi giorni non trovano la costa nelle migliori condizioni».