Tiziano Ferro: «Un figlio, la cosa a cui penso di più nella vita»
Voglia (tanta) di paternità per Tiziano Ferro. Dopo il matrimonio con Victor Allen, celebrato lo scorso luglio sulla spiaggia di Sabaudia (la coppia si era già scambiata le promesse negli Stati Uniti, ndr), il cantante, che ha da poco lanciato il suo ultimo album, Accetto Miracoli, è tornato su un argomento che da sempre gli sta particolarmente a cuore, diventare genitore.
«Non ho un figlio per quanto io lo sogni, forse in questo momento è la cosa alla quale penso di più nella vita», ha raccontato Tiziano nel corso di un’intervista a Sky TG24. «Tutti quanti, quelli che hanno dei figli, mi raccontano che non puoi neanche avvicinarti a capire cosa possa essere. Quindi io mi apro a questo dono e a questo ennesimo miracolo che sarà scritto da chi di dovere. Io potrò soltanto essere accogliente, desiderare e anche pregare senza negoziare. Direi: se vuoi sto qua».
Nessuna indiscrezione, al momento, su un progetto di imminente genitorialità insieme a Victor, certo è che il cantante non ha mai nascosto la sua voglia di allargare la famiglia, desiderio che prima o poi potrebbe concretizzarsi con un’adozione all’estero o una maternità surrogata.
Ancora caldo e attuale, poi, il tema bullismo, a cui aveva a fine novembre aveva dedicato un monologo a fine novembre negli studi di Che Tempo che fa, discorso già anticipato nel corso della conferenza stampa di lancio di Accetto Miracoli. «Tutte le parole hanno peso, anche la parola “scusa“. Rimarchiamo anche il fatto di tornare indietro quando si è in grado di capire di aver sbagliato, credo che il recupero e la risalita facciano più rumore del danno», ha proseguito il cantante parlando a Sky. «Ho tantissimi amici con i quali ho iniziato con il piede sbagliato e probabilmente da piccoli erano dei bulli con me, ma quando si sono fermati mi hanno detto: “tu sei una bella persona, mi piaci“, mi hanno chiesto scusa. Ma non scusa buttando per aria una parola della quale ormai abusiamo, ma dicendo “sarò migliore“ allora anche quello ha un peso. L’empatia si recupera, io non parlo soltanto del cercare delle regole contro i bulli, parlo anche del bisogno di educare chi si trova involontariamente a sbagliare. Bisogna sbagliare, ma anche tornare indietro, fermarsi e prendere le proprie responsabilità. Anche questo è un atto di grande generosità ed empatia. Altrimenti è meglio stare zitti».
Un problema che riguarda tutti, ma soprattutto le persone più fragili: «Non capiamo di vivere nel disagio e di vivere rapporti di abuso mentale e verbale, perché poi pensiamo che queste persone abbiano ragione», ha proseguito Ferro. «Quando vivi in una realtà molto semplice come la mia, in una realtà di provincia, non sai nemmeno cosa è la depressione e quindi la prendi nell’unica maniera in cui sai vivere e l’abbracci e pensi che sia normale. Poi esci nel mondo e ti dicono che c’è anche l’opzione di essere felice. Quando scopri questa possibilità non ti fermi più. Eccomi qua». Nessun miracolo in questo caso. Forza di volontà, determinazione e coraggio sono l’unica via possibile per superare i propri limiti, scrollarsi di dosso l’inutile e andare.