Anna Foglietta: «Le Nilde Iotti di oggi? Greta Thunberg, Ilaria Cucchi e Federica Angeli»
Sono trascorsi vent’anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (era il 4 novembre 1999) e quarant’anni dalla sua nomina a Presidente della Camera dei Deputati. Fu la prima donna a ricoprire quel ruolo nella storia della Repubblica. Perl’occasione il 5 dicembre verrà trasmessa su Raiuno e RaiPlay la docu-fiction Storia di Nilde interpretata da Anna Foglietta (Iotti), Francesco Colella (Palmiro Togliatti) e Vincenzo Amato (Enrico Berlinguer). I materiali di repertorio si mescolano al racconto di finzione e alle testimonianze di personaggi illustri come Giorgio Napolitano, Marisa Malagoli Togliatti, figlia adottiva di Iotti e Togliatti, Livia Turco, Presidente della Fondazione che porta il nome della deputata del PCI, e Giorgio Frasca Polara, suo portavoce.
Il viaggio è nella vita professionale e non della Iotti . Il personaggio di spicco della nostra politica ha sempre lottato per l’emancipazione femminile, il suo nome, per esempio, è tra le ventuno donne dell’Assemblea Costituente del 1946, fu lei nel 1974 a convincere Berlinguer a schierare il PCI per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio e, sempre lei, lavorò alla revisione del diritto di famiglia. Senza dimenticare il ruolo da Presidente della Camera: una tappa fondamentale per la trasformazione sociale del paese. Ma la docu-fiction di Emanuele Imbucci si sofferma anche sulla sua vita privata, sulla relazione con Togliatti, poco apprezzata dagli italiani e osteggiata dallo stesso Partito Comunista, sull’adozione della piccola Marisa e sull’attentato al segretario del PCI nel 1948. A tessere le fila della narrazione è il rapporto di finzione tra Iotti e la giovane Rossana.
Anna Foglietta ha accettato subito il ruolo, «nonostante fossi intimidita e spaventata», racconta l’attrice. «Quando ho dovuto girare la scena del discorso alla Camera ero così emozionata che il truccatore mi minacciava di non piangere. Credo sia importante far conoscere la vita di questa donna ai più giovani perché, se un’operazione televisiva può riaccendere, anche un po’, il trasporto per la politica ultimamente sofferente, ben venga. Più che un progetto artistico lo considero un progetto esistenziale».
L’attrice di La mafia uccide solo d’estate è attenta all’andamento della nostra società, un’attitudine ereditata dal padre e dalla stessa Iotti. «Oggi però provo rabbia, sofferenza, noia, e frustrazione per la politica», dichiara apertamente, «Iotti se fosse qui denuncerebbe l’assenza totale di preparazione, di militanza e di cultura politica che ha fatto sì che l’elettorato si disinnamorasse. Stiamo vivendo in un magma indistinto perché non esiste più un’ideologia, per questo crescono i movimenti: siamo in cerca di qualcuno che risvegli la passione e il bisogno di credere in qualcosa».
Anna Foglietta, fondatrice della onlus Every Child is My Child, ha amato ogni aspetto di Nilde Iotti. «Per me è stata una donna modello», rivela, «ebbene sì, anche i politici possono diventare delle rockstar. I suoi tratti distintivi erano la gentilezza e la semplicità: era una donna di potere che non pensava a se stessa e non rinunciava a entrare in empatia con le persone. Oggi manca anche questo: l’empatia tra la politica e la gente». Nonostante tutto esistono delle Nilde Iotti contemporanee, ma non in politica. «Ce ne sono tante», sostiene l’attrice pasionaria che vedremo nel prossimo film di Carlo Verdone, «come Federica Angeli, Ilaria Cucchi e Greta Thunberg. Cito solo donne perché noi abbiamo la capacità di appassionare senza vergognarci di mostrare i sentimenti e le fragilità. È proprio nella loro manifestazione che risiede tutta la nostra forza».