Brasile, Corte Suprema apre alla scarcerazione di 5mila detenuti: tra loro anche Lula
“Speriamo che la giudice possa emettere immediatamente l’ordine di liberazione, perché non c’è la minima ragione di attendere oltre”. A parlare è Cristiano Zanin, avvocato di Luiz Inacio Lula da Silva che, dopo avergli fatto visita alla sede della polizia federale dove il leader della sinistra è detenuto a Curitiba, si augura che l’ex presidente venga scarcerato presto. Il presupposto c’è: la Corte Suprema ha infatti annullato con 6 voti favorevoli e 5 contrari una precedente sentenza che richiede che i criminali condannati vadano in prigione dopo aver perso il primo appello, aprendo la strada anche alla sua scarcerazione oltre che a quella di 5mila detenuti. La decisione prevede quindi che un imputato possa essere privato della libertà solo dopo aver esaurito tutti i ricorsi possibili. Il voto decisivo è stato quello del presidente del massimo tribunale brasiliano, Antonio Dias Toffoli.
Lula, simbolo della sinistra brasiliana, è tra le dozzine di leader politici e imprenditori coinvolti in un’estesa indagine sulla corruzione. Critico sulla sentenza il deputato brasiliano Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente del Brasile, Jair: “Liberano i banditi e disarmano i cittadini, poveri brasiliani”, ha scritto sui social Bolsonaro Jr. Secondo la deputata Carla Zambelli, molto vicina al presidente Bolsonaro, il voto di Toffoli è stato una “vergogna” e la decisione della Corte “porterà insicurezza legale nel Paese”. Lula, secondo i media locali che citano un dialogo tra lui e alcuni suoi sostenitori che l’hanno visitato in carcere, ha detto che uscirà “più di sinistra” di quando è entrato.
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