Turkish Airlines Euroleague #Round7 2019-20: un`Olimpia formato Banda Bassotti centra la sesta vittoria consecutiva contro il Baskonia
Lo so, il titolo risuonera’ probabilmente blasfemo nelle orecchie dei tifosi biancorossi che hanno vissuto l`epopea anni 80 del club milanese, ma la versione rivisitata di quella squadra che ha fatto la storia della nostra pallacanestro, tra le sapienti mani di una leggenda come Coach Dan Peterson, ha riportato con la mente a quei tempi mitici durante il secondo quarto della sfida di stasera.
Da leggenda a leggenda: Ettore Messina vede i suoi andare in affanno dopo un avvio promettente, con Luis Scola protagonista prima di essere prematuramente escluso dalla contesa con due falli, in un primo quarto da 7 palle perse, che favoriscono il parziale di 11-0 per il primo tentativo di fuga basco.
Youssoupha Fall è un totem all`interno delle due aree e condiziona quasi ogni attacco milanese, Luca Vildoza e un Nik Stauskas inarrestabile, per la prima volta in stagione, bruciano ripetutamente la retina del canestro difeso da Milano, punita in ogni suo ritardo sui cambi.
È sul 14-23 che l`ex assistente di Greg Popovich in NBA opta per un quintetto con tre guardie e Vladimir Micov da 4 per cercare pressione sulla palla e reattività su ogni linea di passaggio. Gli effetti conseguenti sono quelli sperati: la palla non arriva più con facilità nel pitturato, le palle perse degli uomini di Velimir Perasovic aumentano e Milano inizia a correre in contropiede, rientrando prontamente in partita. A fine secondo quarto il controparziale sarà 26-11 per un +6 che sa di affarone, per giunta con inerzia del match ribaltata nella propria direzione.
Difesa stella polare di questo inizio di stagione e filo conduttore di una Milano che non molla la presa nemmeno nella seconda metà di gara, sebbene non riesca a trovare mai l`abbrivio giusto per scappare nel terzo quarto, intrappolata da alcune opportunità mancate nella meta’ campo difensiva e dalle scorribande di un elettrico Pierria Henry da 13 punti e 5 assist.
Tuttavia, Milano ha la grande capacità di stare nel game plan a prescindere dai possibili imprevisti che possono sopraggiungere durante i 40 minuti e abbonda di resilienza, concetto inflazionato di questi tempi, ma non banalizzato in riferimento a dei ragazzi che stanno certamente rendendo orgolioso anche il Patron Giorgio Armani: a ogni passaggio a vuoto, a ogni momento negativo, corrisponde una reazione altrettanto veemente che riporta la barca nella corrente giusta.
Difficilmente qualcuno resta indietro e tutti portano il proprio mattoncino a perorare la causa comune. Lo testimoniano i 32 punti dalla panchina. Così facendo si crea una chimica tra squadra e pubblico che porta momenti di rara esaltazione, che dalle tribune alimenta la forza motrice sprigionata sul parquet: tutto questo sta dietro il parziale di 17-0 assolutamente decisivo a inizio quarto periodo.
4’33” durante i quali il Baskonia trova solamente un canestro su azione, peraltro abbastanza fortunoso, per mano di Micheal Eric sulla prima azione offensiva dell`ultima frazione di gioco. Olimpia da urlo e insopportabile per chi si trova sempre un corpo tra sé e la traiettoria diretta verso il ferro, se non due nel momento in cui la difesa di casa riesce a indirizzare gli attacchi altrui negli angoli, ovvero esattamente dove vuole lei, zona dalla quale il pallone non esce se non per finire tra le mani di un giocatore in maglia nera (a proposito, che ci sia un pizzico di scaramanzia nella scelta costantemente riproposta?) pronto a schizzare in contropiede e a esplorare il sovrannumero.
Tutto quasi perfetto, cornice onirica in cui determinati aspetti conferiscono ulteriore valore al semplice successo singolo nel lungo percorso della regular season europea.
Si, perché questa è la notte della risposta di due elementi finiti alternativamente sotto lo sguardo severo, ma necessario, della critica. Micheal Roll e Shelvin Mack sembrano voler dire al proprio coach e a tutto l`ambiente biancorosso “ci siamo anche noi e noi valiamo” parafrasando una vecchia pubblicità.
Il tiratore uscito da UCLA è glaciale dall`arco e in lunetta, chiudendo la sua serata con 12 punti, 3 rimbalzi, 4 assist e 1 recupero. Quando riesce a essere pulito ed essenziale nei movimenti come stasera, allora è giocatore di élite, che diventerebbe vero e proprio lusso in uscita dalla panchina, quando coach Messina lo riterrà opportuno, come ha già dimostrato a tratti con la maglia del Maccabi Tel Aviv.
Mack, invece, è tutto un programma, una partita autonoma all`interno di quella ufficiale: parte esitante e spaesato come in altre occasioni in questa stagione poi trova improvvisamente una difficilissima entrata con sottomano, passando sotto le braccia infinite di Fall, e una rubata lontano da canestro e trova la scintilla giusta per sbloccarsi e prendersi responsabilità inattese o, meglio, sospirate a lungo con ritrovata fiducia.
10 punti, 2/2 da 3 punti e 3 assist in poco più di 19 minuti recita il personale tabellino alla sirena finale. Che sia la volta buona per lui? In ogni caso, benvenuto!
Alzi la mano chi, solo un mese fa, avrebbe indicato in Amedeo Della Valle l`idolo e il trascinatore del Forum? Immagino siate in pochi come sulla metro della mezzanotte per tornare a casa. Non solo ciò che pareva utopia sta prendendo forma, ma addirittura stiamo assistendo a momenti di gioco in cui il figlio di Carlo rappresenta la prima opzione offensiva in casa milanese.
Un maestro del gioco come Sergio Rodriguez lo ricerca con costanza e con la pressoché totale certezza che i suoi passaggi strappa-applausi si trasforneranno in punti, il che dovrebbe essere sufficiente a certificare il salto di qualità che Amedeo sta compiendo.
Invece non basta, perché Della Valle lavora e incide anche in difesa finalmente. Certo, non sarà mai perfetto e qualche tiro aperto lo concederà ancora, ma la rapidità dei piedi e letture del gioco stanno crescendo alla velocità della luce. Grande lavoro dello staff tecnico milanese, ma soprattutto complimenti a un ragazzo che ha saputo trasformare nella maniera giusta la grande voglia di rivalsa con cui ha approcciato la stagione, capacità che è mancata ad alcuni suoi connazionali in passato.
Ulteriori spie di una vittoria pesante ben oltre l`aver sconfitto una diretta concorrente nella rincorsa ai playoff: il Baskonia si presentava alla palla a due come la migliore difesa del torneo, con 69.3 punti concessi. Oggi ne ha subiti 12 in più. 12.8 erano i rimbalzi offensivi di media (miglior dato), stasera ne ha conquistati 5. E Shengelia è stato limitato a 12 punti con sole 8 conclusioni tentate, 3 canestri in area.
Statistiche che si aggiungono alla sesta vittoria consecutiva milanese nel torneo, imbattuta dopo la trasferta inaugurale di Monaco, al quarto successo su quattro incontri casalinghi disputati nonché al settimo referto rosa consecutivo in casa contro la squadra spagnola, il cui ultimo trionfo risale ormai a 7 anni fa.
Siccome anche a serate come queste bisogna pur trovare un pelo nell`uovo (contagiati da Messina, ammetto di essere diventato un po Mr.Negative anche io), il calo di tensione negli ultimi due minuti, che ha ridimensionato lo scarto finale da 16 a 7 punti, lascia quel pizzico di amaro in bocca utile a partire con gli stimoli giusti fin dai primissimi istanti contro il Khimki, nella sfida valida per il turno 8 di Eurolega tra 7 giorni.
Photo: Alessandro Di Giorgio
by Francesco Sacco
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