Vaccini, ecco cosa può succedere se uno dei genitori è contrario
L’argomento vaccinazione rimane uno dei più controversi e delicati: anche nella stessa famiglia, le opinioni sull’utilità e sulla sicurezza della profilassi possono essere discordanti. Anzi, nelle coppie di genitori è sempre più frequente non riuscire a raggiungere un accordo sulla scelta di sottoporre il figlio alle vaccinazioni obbligatorie. Attenzione, però: in caso di contrasto tra i genitori sulla scelta di sottoporre il figlio alle vaccinazioni obbligatorie, quello contrario rischia addirittura l’affievolimento della responsabilità genitoriale.
Lo spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi, specializzato in diritto di famiglia e fondatore dell’associazione Familylegal, che promuove servizi legali connessi alla sfera familiare: «Nel caso due genitori abbiano posizioni opposte rispetto alla vaccinazione dei figli, prevale l’avviso del genitore favorevole, il quale è libero di vaccinare il figlio in conformità agli obblighi di legge».
Lo ha deciso, con una recente sentenza, il Tribunale di Milano, che ha previsto che «in caso di contrasto tra genitori separati sull’opportunità di sottoporre il figlio minore a vaccino obbligatorio è ammissibile l’affievolimento della responsabilità genitoriale (limitatamente alla questione vaccini) del genitore contrario, ritenendosi più corretta la scelta dell’altro genitore conforme alla legge e all’opinione scientifica largamente dominante».
Questo non significa che venga meno il regime di affido condiviso ma, in deroga ai principi generali che lo governano, viene tollerata una sua parziale «sospensione» nel preminente interesse del minore.
Che cosa prevede la legge
La Legge Lorenzin prevede che a tutti i bambini tra 0 e 16 anni vengano somministrati due gruppi di dieci vaccini: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. È un obbligo di legge, e per i trasgressori la sanzione amministrativa va da 100 a 500 euro. I genitori che non vaccinano i figli vengono convocati dall’azienda sanitaria locale per un colloquio informativo, per sollecitare la vaccinazione o anche, eventualmente, per acquisire gli elementi di esonero o differimento. La normativa prevede l’esonero dall’obbligo vaccinale solo in caso di immunizzazione dopo malattia naturale (certificata dal medico) o in caso di accertato pericolo per la salute, per specifiche condizioni cliniche documentate.