Uno stadio in memoria di Davide Astori
Uno stadio intitolato a Davide Astori. A Rignano sull’Arno. L’ha deciso l’amministrazione comunale del comune che fa parte dell’area metropolitana di Firenze, che ha scelto così di omaggiare l’ex capitano della Fiorentina intitolandogli lo stadio comunale. A questa iniziativa se n’è aggiunta un’altra, nel segno di un ricordo che non appartiene solo alla Viola ma a tutto il mondo del calcio: a Stefano Borgonovo – ex centravanti viola scomparso nel giugno del 2013 a 49 anni dopo una lunga battaglia contro la SLA – è stata dedicata una delle strade cittadine nei pressi degli impianti sportivi.
Davide Astori se n’è andato il 4 marzo del 2018. Aveva 31 anni. Stava dormendo, in un hotel di Udine, dove la Fiorentina era in ritiro. Dopo un anno di indagini una perizia aveva stabilito che la morte di Astori era stata provocata da un difetto cardiaco che aveva causato una tachiaritmia, cioè l’accelerazione dei battiti del cuore. Lo scorso luglio sono stati indagati per il reato di falso sono due medici che secondo la Procura di Firenze – che ha chiesto il rinvio a giudizio – avrebbero retrodatato un documento clinico per far sembrare che Astori fosse stato sottoposto a un esame cardiaco che invece non era stato effettuato. Secondo la Procura, Astori morì per la mancata diagnosi di una patologia cardiaca che era tale da impedirgli la carriera di calciatore. Secondo il pm, la diagnosi non fu fatta perché mancavano esami che avrebbero potuto rivelare l’insorgere della patologia.
La morte del capitano della Fiorentina è stata uno choc per il mondo del calcio italiano. Se è vero – ed è vero – che lo sport è la giovinezza che si alimenta di vita e si rinnova ad ogni corsa, ad ogni salto, ad ogni calcio ad un pallone; quando muore un calciatore muore un po’ anche la nostra idea di felicità, la nostra commovente ostinazione nel pensare che un campione – oltre ai suoi – ha la responsabilità e il privilegio anche dei nostri sogni. Per questi e tanti altri motivi la scomparsa di Astori ha lasciato una traccia profonda nella memoria collettiva degli appassionati di calcio. Era un uomo sempre sorridente, un calciatore corretto e stimato da tutti, colleghi e avversari.
La moglie di Davide, Francesca Fioretti, madre di Vittoria (3 anni), da un anno e mezzo a questa parte ha rotto il riserbo in pochissime occasioni, con un paio di affettuosi e commoventi post su Instagram. «Mi è caduta addosso una tragedia, una disgrazia così grande da cambiare per sempre la mia prospettiva sulle cose. Ogni giorno penso che accanto a me Davide non ci sarà più», aveva dichiarato in un’intervista a «Vanity Fair» lo scorso marzo.
Fiorentina e Cagliari, le due squadre che hanno segnato il percorso professionale di Astori, hanno subito deciso di ritirare la sua maglia, la numero 13. E’ un omaggio, un modo per dire: ci ricorderemo di te. E nessuno – questo v detto – ha dimenticato questo ragazzo bergamasco dai valori profondi che era stato capace di farsi apprezzare ovunque. I tifosi della Fiorentina – al minuto 13 di ogni partita – intonano un canto al loro capitano e – sempre – all’applauso finale si uniscono anche i tifosi delle altre squadre. A Betlemme esiste un «Campo Astori». L’associazione benefica «Assist for Peace» ha di recente annunciato che il sindaco di Betlemme ha invitato per il 30 novembre Rocco Commisso e Tommaso Giulini, rispettivamente patron di Fiorentina e Cagliari, per premiare i bambini vincitori dei tornei che vengono disputati sul campo dedicato ad Astori proprio nel giorno in cui verrà fatta l’accensione dell’albero davanti alla Natività.