Adriana Zarri, la teologa contro «i guardiani del sabato»
Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo!, cantava Rodolfo nel primo atto della Boheme. Qualcosa mi dice che Adriana, per sé stessa, non avrebbe usato parole molto diverse a chi le chiedesse di presentarsi. Sosteneva di essere ricca di doni, debitrice di molti, a cominciare da Dio e dalla natura prodiga di offerte vitali. Era convinta che la povertà, il distacco dagli ingombranti beni materiali, fosse condizione indispensabile della libertà. La sua povertà, però, … Continua
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