Abbiamo provato a surfare… a Milano
«Spingi il peso indietro, ora tirati su. E guarda sempre avanti!». Riesco, con discreto impaccio, a mettermi in piedi sulla tavolo. Airton Cozzolino, alla mia destra, mi lascia la mano. Finalmente sto surfando: e sono a meno di cinque chilometri dal Duomo di Milano.
Nessuno desidera il mare più ardemente di chi non ce l’ha vicino. I milanesi lo cercano da secoli, e cocciuti come sono hanno provato a crearsene uno loro da sempre. Prima con i Navigli, poi con l’Idroscalo, adesso con la Surfpool.
È la prima Wave Pool d’Italia, e la più grande d’Europa, che è stata inaugurata nell’area dell’Idropark WakeParadise dell’Idroscalo milanese. Tecnicamente è una piscina tecnologica che riproduce un’onda statica artificiale alta quasi 2 metri e ampia oltre 10. Tradotto: è un posto a Milano dove poter fare surf.
Noi l’abbiamo provata assieme a Airton Cozzolino, campione di kitesurf del team Red Bull. «Non è difficile. Rispetto al surf in mare aperto bisogna mettere solo il peso più all’indietro. Dopo un paio di volte starai in piedi da solo», spiega, ottimista. Dopo aver preso la tavola, ci buttiamo nella piscina, aiutati da Airton. Dopo qualche tentativo, riusciamo a metterci in piedi, restarci e cavalcare l’onda perpetua che ci viene incontro. Gli 8 secondi più emozionanti, prima di scivolare, soddisfatti, e riprovare.
La struttura sarà aperta tutto l’anno (dalle 12 alle 21 durante la settimana e dalle 10 alle 21 nei weekend) e costerà circa 40 euro all’ora. I coach di Wakparadise offriranno anche lezioni divise in più livelli e tre modalità di funzionamento di difficoltà crescente dell’onda (beginner, advanced e pro). A cinque chilometri dal Duomo.