E tu, restituiresti un portafogli con una grossa somma di denaro?
Mettiamo che troviate un portafogli abbandonato sul sedile del bus. Lo aprite: è pieno di banconote, tante quante ne guadagnate in un mese del vostro lavoro. Che cosa fate, cercate di rintracciare il proprietario per restituirglielo oppure intascate i soldi?
Un gruppo di economisti ha messo alla prova un pubblico ignaro in un esperimento sociale che ha coinvolto 17 mila portafogli «persi» per finta in 40 Paesi. Secondo voi, i borsellini sono stati restituiti? Gli economisti professionisti e 2500 persone intervistate in un sondaggio erano certi che la maggior parte dei portafogli sarebbero rimasti a chi li aveva trovati.
E, invece, non è andata così: la maggior parte delle persone li ha restituiti e, contrariamente alla logica economica classica, era più propensa a farlo, quanto più denaro era contenuto nel portafoglio. «Riteniamo erroneamente che i nostri simili siano egoisti», ha spiegato Alain Cohn dell’Università del Michigan, autore dello studio. «In realtà mantenere la propria immagine di sé come persone oneste è più importante, per loro, di un guadagno monetario a breve termine».
Per l’esperimento, gli assistenti di ricerca hanno seminato i portafogli, in fretta, in diversi luoghi pubblici, tra cui banche, teatri, musei e stazioni di polizia, soprattutto nelle grandi città. Alcuni non contenevano denaro, altri solo una piccola somma e altri ancora una somma maggiore, insieme a una lista della spesa e biglietti da visita con e-mail e numero di telefono del «proprietario». L’intero costo del progetto è stato di circa 600 mila dollari.
Complessivamente, il 51% di coloro che hanno trovato un portafogli con una piccola quantità di denaro lo ha restituito, rispetto al 40% di quelli che ne hanno recuperato uno vuoto. I portafogli con una grande somma di denaro sono stati restituiti nel 72% dei casi. I tassi di restituzione variano ampiamente tra Paese e Paese: danesi, svedesi e neozelandesi sono stati i più onesti quando i portafogli contenevano somme importanti. In Cina, Perù, Kazakistan e Kenya, in media solo l’8-20% dei portafogli è stato restituito ai proprietari.
Ci sono stati anche sorprendenti non-ritorni: i portafogli lasciati in Vaticano e in due uffici anti-corruzione sono stati tra quelli che non hanno mai fatto ritorno ai legittimi proprietari. Quasi ovunque, tuttavia, i portafogli con grandi somme avevano maggiori probabilità di essere restituiti (tranne che in Perù e Messico).
Si potrebbe presumere che i risultati, pubblicati sulla rivista Science, segnalino rincuoranti livelli di altruismo nella società, ma gli economisti sono ben consapevoli (come dimostra un corpus sostanziale di lavori precedenti) che le persone si preoccupano delle altre, ma generalmente di più di se stesse. Secondo i ricercatori, la motivazione principale per cui i portafogli sono stati restituiti era l’avversione a sentirsi «ladri». «La gente vuole vedersi come una persona onesta: non ridare al proprietario un portafoglio trovato significa dover adattare la propria immagine di sé, il che ha un costo psicologico», come ha confermato Michel Maréchal, professore di economia all’Università di Zurigo e coautore. «Le forze psicologiche possono essere più forti di quelle finanziarie».
Ma anche l’altruismo ha avuto spazio: alcuni portafogli contenevano una chiave, oggetto di grande valore per il proprietario ma non per gli estranei. I borselli con le chiavi avevano più probabilità di essere restituiti, e la Svizzera è risultata il posto migliore in cui perdere un portafoglio con una chiave, ma senza soldi.