Johnny Dowd: «Il sogno americano è morto»
Ogni mattina si sveglia, armeggia su una drum machine per tirare fuori un bel groove per una canzone, poi cancella tutto e ricomincia da capo finché non si rompe, e quando si rompe accende la tv. A raccontare la sua giornata tipo è Johnny Dowd, settantunenne texano di nascita ma da tempo domiciliato a Ithaca, stato di New York, che segue personalmente il lancio del suo ultimo disco come la nascita di un figlio. Il ventiquattresimo, tra album, cassette e … Continua
L'articolo Johnny Dowd: «Il sogno americano è morto» proviene da il manifesto.