Lotta al tabacco, i modi più originali di combattere il fumo
Alcune sono solo proposte, altre sono messe in atto. Non tutte hanno avuto il successo sperato. Tutte hanno un solo obiettivo: la lotta al fumo attraverso leggi e campagne di informazione. Il 31 maggio è la giornata mondiale senza tabacco. A causa delle sigarette e del fumo ogni anno muoiono più di 7 milioni di persone al mondo.
L’annuale campagna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostra un paio di polmoni devastati dal fumo. L’obiettivo è mostrare l’impatto negativo che il tabacco ha sulla salute. Non solo di chi fuma. Più di 6 milioni di morti sono il risultato del consumo diretto di tabacco, ma quasi 900mila sono di non fumatori, vittime del fumo passivo.
https://twitter.com/WHOWPRO/status/1133208444150804480Il fumo è la causa principale del cancro del polmone. Smettere serve. Dopo 10 anni dall’abbandono, il rischio di tumore polmonare si dimezza. Anche le malattie respiratorie croniche sono legate alle sigarette. I neonati esposti durante la gravidanza alle tossine del fumo di tabacco spesso hanno una ridotta crescita e funzionalità dei polmoni. I bambini piccoli esposti al fumo passivo sono a rischio di asma, polmonite e bronchite.
Le campagne contro il fumo sono varie nel mondo e le leggi svariate.
HAWAII
Nello stato americano del Pacifico è stata presentata una delle proposte di legge più originali. Andando avanti con gli anni aumenterà progressivamente l’età a cui sarà possibile acquistare i pacchetti di sigarette. Nel 2024 lo potrà fare solo chi avrà cent’anni. Già dal 2016 è stato il primo ad aver reso l’acquisto di sigarette vietato ai minori di 21 anni, cosa che potrebbe arrivare a livello federale negli Usa e limite che già a partire da luglio 2019 applicherà la catena Walmart. La proposta hawaiana chiede di aumentare l’età fino a 30 anni entro il 2019 e poi a salire di 10 anni in 10 anni. Il divieto non si applicherebbe alle sigarette elettroniche e ai sigari.
AUSTRALIA
In Australia da tempo è in vigore la forma di contrasto più efficace. L’aumento progressivo del costo dei pacchetti. Da qui è venuta anche la decisione di mettere le immagini shock sui pacchetti di sigarette (che non ha avuto grossi effetti) e ora quella di obbligare a pacchetti anonimi, tutti uguali, senza possibilità di distinguere le marche, cosa a cui i big del tabacco si sono già ribellati. L’organizzazione mondiale del commercio ha dato ragione all’Australia: può imporre i pacchetti anonimi perché gli accordi dell’Organizzazione mondiale del commercio contemplano esenzioni che permettono agli Stati di adottare i regolamenti ritenuti necessari per tutelare la salute pubblica. Molti altri paesi pensano alla stessa ipotesi.
BRASILE
Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha annunciato un’offensiva giudiziaria contro le multinazionali del tabacco per condotta immorale e danni alla salute. È già partito con altri provvedimenti: l’eliminazione degli spazi dedicati al fumo nei locali (niente sala fumatori dunque) e l’addio anche al fumo in macchina, già vietato in Italia.
SVEZIA
La Svezia è terra di divieti per i fumatori. Dal primo luglio del 2019 il divieto di fumo sarà ulteriormente esteso a parchi gioco, banchine delle stazioni e ristoranti all’aperto. L’obiettivo della nuova legge è quello di rendere il paese scandinavo senza fumo entro il 2025.
PACCHETTI
È mondiale la campagna sui danni del fumo con immagini forti sui pacchetti. Secondo una ricerca della James Cook University di Townsville questo tipo di deterrente non funziona con i fumatori più stagionati, ma è efficace con i giovani. Secondo Aaron Drovandi, che ha guidato la ricerca «la desensibilizzazione è il problema maggiore. Se la stessa immagine o lo stesso avvertimento sono usati molte volte smette di fare effetto».
SPIAGGE
La nuova frontiera della lotta al fumo sono le spiagge. Il Comune di Bibione, in Veneto, ha varato una norma per vietare il fumo sulla spiaggia libera. Non è l’unica località italiana, tante lo hanno proposto e votato in Liguria, Emilia-Romagna, Sicilia (Lampedusa e Linosa) e Sardegna (La Pelosa, Porto Torres, molte spiagge in Gallura). Ora il Codacons chiede un provvedimento nazionale.