Fekhar muore in cella, i berberi si mobilitano
«Pouvoir assassin!». Lo slogan divenuto la colonna sonora della «Primavera nera» del 2001 torna a risuonare minaccioso in Cabilia e nelle altre regioni berberofone dell’Algeria. I berberi sono in fermento dopo la morte di Kameleddine Fekhar, un militante dei diritti umani, incarcerato arbitrariamente e in sciopero della fame dal 31 marzo scorso. Questa morte, avvenuta martedì 28 maggio all’ospedale di Blida, dove Fekhar era stato trasferito quando le sue condizioni erano ormai molto deteriorate, lascia adito al sospetto che in … Continua
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