Un corpo sospeso fra il teatro e la vita
Annibale Ruccello, scomparso nel 1986 ad appena trent’anni, nella sua prolifica opera teatrale ha raccontato di una Napoli realissima ma inesistente, chiassosamente presente e viva ma irrintracciabile topograficamente, posta in una qualsiasi periferia urbana o in quella mentale dei suoi personaggi, ancora più «fuori» di una periferia. Spazi liminari brulicanti di angoscia e di crisi della presenza come in un racconto di Ortese o di Mastriani, le scene dei personaggi di Ruccello non si svolgono nei tracciati urbani di Viviani … Continua
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